AGRICOLTURA ROVIGO Pac, economia agricola, sicurezza alimentare, vendita diretta al consumatore in convegno Coldiretti al Censer con Manzato e Piazza
Il primario, settore strategico per il Paese

Nel corso del convegno, i relatori intervenuti hanno sottolineato il valore dell’imprenditore come soggetto attivo sul territorio sia dal punto di vista economico che di tutela ambientale, la necessità di "sburocratizzare" le normative che pesano sulle aziende e la necessità di adeguati prodotti "politici" a sostegno del settore agricolo, come la legge sull'etichettatura di recente approvazione. Strumento principale per il futuro del settore, secondo Coldiretti, è laVdo, la vendita diretta organizzata
Rovigo – Importanza strategica dell’agricoltura, come fatto economico ma anche territoriale e culturale. Durante il convegno di Coldiretti, che quest’anno aveva per tema “Nuova Pac e progetto economico di Coldiretti”, che si è svolto lunedì 7 febbraio al Censer di Rovigo, l’assessore regionale Franco Manzato ha ribadito questo concetto travando il favore della folta platea presente in sala Bisaglia, composta dai produttori agricoli polesani e dai rappresentanti delle istituzioni.L’introduzione dell’assessore regionale Maria Luisa Coppola ha rassicurato sull’unità dei rappresentanti polesani in Regione in ordine al problema del taglio del bilancio sui fondi alla bonifica, confortata dalla presenza dei consiglieri Graziano Azzalin e Cristiano Corazzari.Dando il via al lavori il presidente di Coldiretti Rovigo, Valentino Bosco, ha posto l’accento sul tema della sicurezza alimentare: “La nuova Europa – ha detto – non può prescindere dall’impegno a garantire i cittadini e a trovare il giusto equilibrio tra commestibile e combustibile, tra le colture per il cibo e quelle per l’energia”.Il tema dell’incontro di studio è stato saldamente rispettato dai relatori, Paolo Magaraggia, responsabile delle relazioni con la Ue di Coldiretti Bruxelles, dall’assessore Franco Manzato e dal presidente di Coldiretti Veneto, Giorgio Piazza.Magaraggia ha analizzato il documento oggi al vaglio delle istituzioni comunitarie in materia di Politica agricola comune (Pac): la proposta della Commissione europea per la Pac, presentata il 18 novembre 2010, e sulla quale interverranno il Parlamento europeo ed il Consiglio comunitario dei ministri dell’Agricoltura, prima che arrivi a definitiva approvazione, entro il 2012, per essere finalmente applicata a partire dal 2013. La normativa è destinata a regolare tutto il settore dei pagamenti diretti in agricoltura, del mercato e del piano di sviluppo rurale, fino al 2020.“La Commissione si è data tre obiettivi principali – ha spiegato Paolo Magaraggia – La sicurezza alimentare nella produzione di cibo; rispondere alle problematiche legate all’ambiente ed al clima, affrontando il degrado dei terreni, le emissioni di gas serra e la biodiversità; lo sviluppo territoriale equilibrato, riportando vitalità nei territori rurali”. Come affrontare queste tematiche? “Sostenendo il reddito dei produttori agricoli che devono competere col resto del mondo – ha risposto Magaraggia seguendo le linee comunitarie – valorizzando filiere agroalimentari dove gli agricoltori abbiano maggior peso contrattuale, favorire la crescita verde attraverso l’innovazione e nuove tecnologie, sostenere l’occupazione ed i piccoli imprenditori agricoli attivi, valorizzare le risorse locali”.In concreto gli strumenti economici messi in campo sono ancora i pagamenti diretti della Pac (ossia gli aiuti al reddito erogati da Avepa) ed i finanziamenti del Piano di sviluppo rurale, approvato dalle Regioni.“Ci sono delle importanti novità sui pagamenti diretti – ha evidenziato Magaraggia – La valorizzazione del lavoro, favorendo le imprese che impiegano molta manodopera salariata in regola con la previdenza; un regime di sostegno specifico per i piccoli produttori; il favore verso gli agricoltori attivi”. “Nello sviluppo rurale – ha aggiunto – si collocano nuove misure per la gestione del rischio, ossia un sistema di assicurazione per integrare il reddito aziendale”.L’assessore Franco Manzato ha ripercorso le tappe delle riforma del primario che sta attuando a livello regionale. “Si stanno per chiudere gli “stati generali dell’agricoltura” – ha detto – coi quali la Regione vuole costruire una visione a medio-lungo termine che disegnerà la politica agricola regionale”. L’assessore ha evidenziato l’importanza del Tavolo per la semplificazione. “Sburocratizzeremo tutto quello che si può – ha annunciato. – La burocrazia è un costo per l’azienda e per il settore pubblico che così può liberare risorse. Proporremo un piano di razionalizzazione dei nostri enti, Veneto agricoltura in particolare, che dovrà trasferire direttamente alle aziende i risultati delle sua ricerca e dovrà smobilitare il suo patrimonio per darlo in gestione agli agricoltori”. “Dovremo riorganizzare anche logisticamente il sistema agricolo – ha aggiunto – gli enti dovranno trovarsi in un unico luogo fisico per agevolare l’impresa”.Il presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza ha ripercorso le tappe del progetto economico di Coldiretti per una filiera tutta agricola e tutta italiana, evidenziando che “quello che si derideva fin dal suo nascere, adesso sta trovando una declinazione a livello nazionale e ci auguriamo europeo. Alla fine la politica ha deciso, seppure in ritardo, che l’agricoltura è strategica per il Paese ed è riuscita ad approvare all’unanimità la legge sull’etichettatura obbligatoria”.Il progetto di Coldiretti è complesso ed ha richiesto gran lavoro per mettere assieme la rete dei mercati di Campagna amica, la trasformazione del marchio Campagna amica in un marchio riconoscibile di qualità, la certificazione delle aziende agricole come Punti Campagna amica, la creazione della società Consorzi agrari d’Italia che ha il peso economico adeguato per dialogare alla pari coi colossi dell’agroalimentare ed imporre adeguate condizioni contrattuali. “L’ultimo strumento di questo progetto – ha spiegato Piazza – sarà la Vdo, vendita diretta organizzata. Un consorzio agricolo di produttori che sfrutta le strutture che già esistono sul mercato per permettere anche ai produttori che non sono attrezzati per fare direttamente i mercati in piazza, di vendere il proprio prodotto. Una realtà che coinvolgerà agricoltori, cooperative, op, cittadini e imprenditori di altri settori. "Se l’agricoltura è considerata strategica per questa Regione, noi pretendiamo – ha dichiarato rivolto all’assessore Manzato – dei prodotti politici conseguenti".
7 febbraio 2011
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