Le donne si ribellano e chiedono l'amicizia degli uomini. Gli scandali sessuali che hanno hanno per protagoniste le ragazze del Presidente hanno fatto reagire le donne italiane che domenica 13 febbraio scenderanno in piazza vestite (e non come le colleghe a fianco che per ottenere attenzione devono spogliarsi) per rivendicare la propria dignità contro chi le considera un oggetto
Cari amici, come avrete visto e saputo, le sorelle - del web e non solo - si sono finalmente organizzate.
Domenica 13 febbraio tutta la società civile scenderà in piazza: se non ora quando? Questo è lo slogan per dire che è venuto il
momento di prendere una posizione. E per dire agli uomini - etero ed omosessuali - per dire a tutto il maschile che è venuto il momento che lo scendano in piazza anche loro, che si dimostrino amici delle donne. Nel rispetto e nell'amore. Perché, ragazze mie, qua per le donne è sempre più dura.
Non è un paese per donne, sono le tristi parole che la Finocchiaro, diretta dalla Comencini, usa per invitarci a scendere in piazza per quella che sarà una
manifestazione importantissima a livello politico e simbolico.
Una manifestazione che può veramente innescare un positivo cambiamento. A partire prima di tutto da noi donne, che finalmente ci diamo la mano e diciamo un bel Basta! a questo nostro idiota continuare a subire logiche che ci umiliano e ci sopraffanno.
E
vogliamo al nostro fianco gli uomini che hanno a cuore la dignità di un femminile sempre più calpestato e offeso, vogliamo che il maschile sia pronto a lottare assieme a noi contro la visione coercitivo politica di una donna carne, merce.
La nostra sessualità è offesa, mercanteggiata, capitalizzata.
La nostra dignità è infangata, oltraggiata.
Il
potere maschilista, sessista e arrogante ci relega a una corporeità mercificata e finalizzata al proprio intrattenimento. Al meretricio.
Ma noi siamo donne, non siamo giocattoli né puttane di corte.
Siamo donne “multitasking” noi che lavoriamo fuori casa e dentro casa, creando ricchezza che non ci viene mai parimente corrisposta.
Perché un uomo guadagna sempre più di una donna, perché un uomo fa carriera mentre una donna arranca, affaticata da obblighi domestici, educativi.
Occupandosi della cura dei famigliari, attività questa non solo non remunerata ma neppure considerata tale.
Ma non sono le donne che escono al mattino e rientrano la sera, che cucinano facendo fare i compiti ai figli e dopo cena stirano e fanno le lavatrici, non sono le donne che in ufficio fanno il lavoro del loro capo mentre il capo percepisce uno stipendio da manager e loro da segretarie.
Non sono le donne che in politica o nel sindacato si occupano dei comitati di base, non sono le donne che presidiano i consultori,
non sono queste le donne di cui si occupano i giornali, troppo impegnati a seguire la curva di declino morale di tette e culi mandati al macello per allietare le serate dei nostri politici, di quelli che paghiamo noi, dopo averli eletti.Quei politici che spendono 10 mila euro a serata per congiungersi carnalmente con 5 ragazze, una dietro l'altra, 5 minuti l'una.
10 mila euro per 5 minuti contro i 1000 di un operaio per un mese di lavoro.
Questa classe politica fuori legge corrompe anche i pensieri e i desideri con l'esempio imperialista, con il sopruso che perpetua impunemente verso le donne.
Inquinando le relazioni, danneggiando irrimediabilmente la visione del femminile. Una caduta morale che la Chiesa ignora.
Una mattanza verso la quale la Chiesa non vuole prendere posizione. Così come
manca una posizione forte da parte del mondo omosessuale.Un
degrado culturale che la politica alimenta quotidianamente: non solo con i
bunga bunga del nostro presidente, non solo con le donne assoldate e mercificate che diventano le sguattere di palazzo, quelle deputate al reclutamento di donne da sollazzo... come se non bastasse abbiamo deputati che in Parlamento guardano siti porno mentre si discutono leggi elettorali... lo sfascio morale è intollerabile e soprattutto è intollerabile che tutto questo accada sempre sulla pelle di noi donne!
Per questo non è più possibile tacere: uomini e donne, basta!
Scendiamo nelle nostre piazze per dire che siamo uomini e donne sulla terra e pupazzi o ricreative bambole di carne.
La manifestazione del 13 febbraio sarà una vera e propria manifestazione politica, politica nel senso più vero e profondo del termine, un momento di verifica e confronto in cui a voce alta uomini e donne insieme potranno ridefinire la naturale reciprocità affettiva e professionale della loro condizione di genere, respingendo, con coscienza e convinzione, un’immagine della donna che non solo offende l’universo femminile ma degrada l’umanità, la sensibilità e la cultura.
Recita lo slogan della manifestazione:
Chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? Ora è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.
Ovviamente io ci sarò in piazza il 13 febbraio. E aspetto tutti voi.
Barbara Codogno
anubi31@gmail.com