In occasione della manifestazione nazionale "Se non ora quando?" che si è svolta anche in piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo, anche il circolo Generazione Italia Rovigo 2 donnedi Futuro e libertà si mobilita in difesa della dignità delle donne e lo fa per voce di Ida Carrara, responsabile del circolo di Fli
L’immagine diffusa in questi giorni da giornali e tv, con un allegato esorbitante di foto e interviste, rimanda ad un prototipo femminile che, verrebbe da dire, non esiste in natura. E’ l’immagine di giovanissime super truccate, occhi ammiccanti, labbra gonfie, corpi artificiali coperti da vestiti griffati ostentati senza alcuna eleganza. Tutti ci dichiariamo indignati, ci sentiamo coinvolti. Nessuno, però, che abbia avuto il coraggio di riconoscere, con sana schiettezza, quanto misero e riduttivo sia sentirsi coinvolti senza interrogare la coscienza collettiva. Prima di giudicare, in modo positivo o negativo, lo stile di vita degli italiani sarebbe utile porsi una domanda di base: qual è il target culturale che si è affermato e si sta affermando se osserviamo la donna veicolata dai nostri mass media? E’ la cultura dell’intrattenimento, dello spettacolo a tutti i costi, della volgarità. Ebbene sì, è questo il fatto che più sconcerta (o meglio, che ci dovrebbe sconcertare): programmi televisivi che incitano le concorrenti a ballare su un vetro trasparente mentre i concorrenti maschi le osservano da sotto, talk show in cui le donne fanno a gara per aggiudicarsi il maschio più seducente, reality in cui si premia l’ignoranza e il cattivo gusto esibiti come virtù, quotidiani locali e nazionali pronti a diffondere le “richieste di amicizia” di donne con discutibili capacità deduttive, senza minimamente curarsi di disonorare la dignità professionale della testata e degli stessi giornalisti che vi lavorano.
Ci bagniamo spesso la bocca di paroloni come “degrado”, “declino”, “emergenza etica”. E ci dimentichiamo che, in realtà, non facciamo altro che confondere la causa con l’effetto. Smarrimento, confusione, contraddizione, debolezza sono termini più idonei. Il pericolo che più subdolamente ci insidia è l’ipocrisia e, ancora, il silenzio. Il silenzio delle donne di fronte ad un’umiliazione che, lentamente ma costantemente, le svilisce. Sono le donne di tutti i giorni impegnate nella vita pubblica, nelle imprese, nel volontariato, nello studio. Ed è pure il silenzio degli uomini che non accettano quell’immagine distorta: quegli uomini che hanno imparato da madri, mogli, compagne, a volte anche dalle figlie, ad apprezzare l’autonomia e la dignità femminile.
Dove sono le Donne (con la D maiuscola) e i Maschi (con la M maiuscola)? Nella loro inerte rassegnazione c’è troppa omertà, acquiescenza, viltà. C’è un grande bisogno di liberazione. Ma, prima di tutto, c’è un grande bisogno di coerenza. Come politici, come cittadini, come persone. Il riscatto è solo l’ultimo traguardo di un lungo percorso.
Ezio Conchi
Futuro e Libertà
Responsabile del Circolo Generazione Italia Rovigo 2
Ida Roberta Carrara
Responsabile del Circolo Generazione Italia Rovigo Donne