LIRICA ROVIGO Il regista Stefano Poda presenta "Rigoletto" in scena al Sociale venerdì 25 febbraio

Il dramma del buffone a conclusione della stagione

Foto Boschetti
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Ultimo appuntamento con la Stagione lirica del teatro Sociale di Rovigo, che vedrà in scena venerdì 25 febbraio alle 20.30, "Rigoletto" di Giuseppe Verdi. Regia, scene, costumi, coreografie e luci sono a cura di Stefano Poda. L'opera sarò in anteprima per i ragazzi il 23 febbraio alle 17, la replica domencia 27 alle 16. La presentazione dell’opera, organizzata dall’associazione Amici del teatro Sociale di Rovigo, si terrà mercoledì 23 febbraio alle 18 in Accademia dei Concordi, relatore Sergio Garbato


Rovigo - Sarà "Rigoletto" di Giuseppe Verdi a chiudere la Stagione lirica 2010/2011 del teatro Sociale di Rovigo. L'opera andrà in scena venerdì 25 febbraio alle ore 20.30, domenica 27 alle 16 e, in anteprima per le scuole, mercoledì 23 febbraio alle 16.
Gli interpreti dell'opera sono Andrea Zese (Rigoletto), Gladys Rossi (Gilda), Giordano Lucà (Duca di Mantova), Maurizio Muraro (Sparafucile),Elena Traversi (Maddalena), Milena Josipovic (Giovanna), Gianfranco Montresor (Conte di Monterone), Gabriele Nani (Marullo), Max René Cosotti (Matteo Borsa), Gianluca Lentini (Conte di Ceprano) e Miriam Artiaco (La contessa).
Maestro concertatore e direttore d'orchestra è Pietro Rizzo, la regia è di Stefano Poda, orchestra regionale Filarmonia veneta, coro Città di Padova e maestro del coro è Dino Zambello.

Sintesi della trama
L'opera è ambientata a Mantova e nei suoi dintorni, nel secolo XVI. Il gobbo e deforme Rigoletto è il cinico buffone di corte del Duca di Mantova, a sua volta spavaldo libertino e gran seduttore. Rigoletto ha una figlia, Gilda, che ama profondamente e che costringe a vita appartata e segreta. Gilda conferma la sua devozione al padre, tacendogli però il suo interesse per un giovane sconosciuto che lei incontra la domenica in chiesa e che sente in cuor suo di amare. Il giovane, che si professa un povero studente, altro non è che il Duca in incognito che, colpito dalla bellezza di Gilda, pur ignorando chi sia, decide di conquistarla con la complicità della nutrice. I cortigiani del Duca intanto, per punire l'insolenza di Rigoletto, decidono di rapire la giovane donna che nasconde nella sua casa, credendola la sua amante. Il misfatto è compiuto durante una notte, con il coinvolgimento della stesso Rigoletto, che, bendato, crede di partecipare con gli amici cortigiani al rapimento di una dama amata dal Duca, la Contessa di Ceprano; Gilda è condotta a Palazzo, Rigoletto, rimasto solo scopre l'atroce beffa. Il Duca, tornato di notte a casa di Gilda e non trovandola, è preoccupato e turbato; i Cortigiani gli annunciano di aver rapito l'amante di Rigoletto: il Duca, appreso che Gilda è nel suo Palazzo, esultante corre a raggiungerla. Rigoletto si precipita a palazzo, invoca la pietà degli astanti e chiede di riavere la figlia. Finalmente Gilda lo raggiunge e gli narra come ha conosciuto il Duca e come sia stata ingannata da lui e, ora, oltraggiata. Rigoletto, ricordando una vicenda simile occorsa al vecchio Conte di Monterone, da lui deriso, decide di vendicare la grave offesa: il Duca pagherà con la morte le sue scelleratezze. Assolda così un sicario, Sparafucile, che gestisce una locanda malfamata dove sua sorella Maddalena riceve i suoi clienti: ha anche attirato il Duca che, in incognito, la corteggia. Li giungono anche Rigoletto con Gilda, in abiti maschili, in partenza per Verona; prima però Rigoletto vuole che la figlia, ancora innamorata del Duca, constati come questi le sia infedele. Il giovane, travestito da ufficiale, è già nella locanda e dichiara il suo amore a Maddalena. Gilda parte e Rigoletto paga il sicario perché uccida il corteggiatore della sorella e gli consegni il cadavere chiuso in un sacco. Ma Maddalena, mossa a pietà per l'avvenente giovane convince il fratello a risparmiarlo: Sparafucile ucciderà il primo viandante che, durante la notte, chiederà ospitalità alla locanda e ne consegnerà il corpo, avvolto in un sacco, a Rigoletto. Ma il viandante sarà Gilda che, tornata alla locanda spinta dall'amore per il Duca, deciderà di sacrificarsi per lui dopo aver sentito quanto Sparafucile e Maddalena avevano convenuto di fare. Il dramma precipita: Gilda è pugnalata e quando Rigoletto, trionfante, aprirà il sacco, troverà il corpo agonizzante della figlia che muore chiedendo al disperatissimo padre il perdono per sé e per il suo seduttore.

19 febbraio 2011

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