CULTURA ARQUA' POLESINE (RO) Antonia Arslan, ospite della rassegna sulla "Donna oggi", presenta il suo ultimo libro sui vagabondaggi della mente durante il coma

Viaggio nell'aldilà, andata e ritorno

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Il racconto di Antonia Arslan, la celebre scrittrice di origine armena, colpisce i presenti nella sala consiliare di Arquà Polesine (Ro) per le emozioni che mette in gioco. A causa di una grave malattia la Arslan si è trovata con la vita appesa ad un filo, in coma faramacologico. Nel suo ultimo libro descrive i viaggi della mente tra al vita e la morte e quanto piacevole sia il ritorno alla vita



Arquà Polesine (Ro) - Nell'aprile 2009 Antonia Arslan, la scrittrice e saggista di origine armena, è rimasta a lungo tra la vita e la morte a causa di una setticemia. Di ritorno a casa dopo due settimane in coma farmacologico e altre due di convalescenza, appena ha potuto sedersi davanti ad un computer ha cominciato a scrivere un libro per non dimenticare la sua personale esperienza del coma e della rianimazione, la gioia e il sapore della vita che man mano riaffioravano in lei, la sensazione di vedere cose e persone come nuove, di riscoprire il proprio corpo, come reimparando a vivere. Proprio Antonia Arslan è stata la prima ospite del progetto "Donna oggi: stereotipi, luoghi comuni e percorsi di crescita" che ha preso il via nella sala consiliare del Comune di Arquà Polesine. Vincitrice del premio Stresa con il suo romanzo "La Masseria delle Allodole", diventato poi famoso grazie alla trasposizione cinematografica dei fratelli Taviani, ad Arquà la Arslan ha presentato il nuovo libro "Ishtar 2: Cronache da un risveglio" resoconto del periodo da lei trascorso nella rianimazione dell'ospedale civile di Padova nell'aprile 2009 a causa di una improvvisa grave malattia e del ritorno alla vita.

"Quando sei in coma sei sveglio con la testa, sai di essere te stesso ma non ti rendi conto di certe cose, come ad esempio di avere un tubo infilato in gola. La fisicità di una carezza da parte di un familiare è fondamentale perchè ti riporta alla dimensione del quotidiano. I tuoi sensi iniziano a risvegliarsi. E' tutto un vivere attraverso la mente, la memoria e i ricordi". "Il ritorno dal coma - prosegue la scrittrice - è un incanto pieno di colori, di angosce ma anche di speranze. Le persone ti raccontano le loro storie e tutte nella tua mente si trasformano in racconti e vagabondaggi e a tutte tu partecipi. E allora sai che quando le tue mani sapranno di nuovo scrivere, vorrai raccontare tutto questo con amore e curiosità".



La Arslan si è detta molto felice di essere in Polesine terra che ha dato i natali sia alla nonna Virginia, nata a Giacciano con Baruchella, sia a sua mamma originaria di Lendinara

"Forse non tutti sanno che la parola genocidio è stata coniata subito dopo il 1915 da un ebreo polacco per definire lo sterminio di massa avvenuto in Armenia (si stima siano stati uccisi qualcosa come un milione di armeni e 30mila curdi dal regime dittatoriale di allora. In Italia sono 2mila gli armeni presenti: la maggior parte di loro si trovano in Veneto e per di più a Venezia. Negli Stati Uniti gli armeni sono ben un milione e mezzo, di questi 760mila vivono in California stato nel quale mi recherò il mese prossimo".



L’incontro con la celebre scrittrice, autrice anche di saggi fondamentali sulla narrativa popolare e la letteratura femminile tra Ottocento e Novecento, è avvenuto nell’ambito del progetto patrocinato dalla Fondazione Aida e co-finanziato dalla Regione del Veneto e organizzato dal Comitato Intercomunale per le Pari Opportunità dei Comuni di Costa di Rovigo, Arquà Polesine, Frassinelle Polesine e Villamarzana.


Marco Scarazzatti

19 febbraio 2011

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