SEX AND THE COUNTRY "Oltre... al di là dello sguardo", mostra fotografica di Adriano Gamberini a Padova

Per fare il pieno di poesia

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Fino al 12 marzo, a Padova, si potrà visitare la mostra fotografica "Adriano Gamberini, Oltre... al di là dello sguardo". La nostra Barbara presenta l'evento e ci racconta come la fotografia diventi poesia attraverso gli scatti dell'autore. E se lo dice Dario Fo...


Se riflettiamo su cosa sia oggi il linguaggio poetico oggi dobbiamo necessariamente associarlo all'immagine. La parola si fa immagine in ogni campo, anche in quello conoscitivo, esperienziale. Essere poeti oggi non significa necessariamente ricorrere al testo poetico classico, anzi, sempre più si affacciano dimensioni poetiche che contemplano la video arte, le installazioni, le performnce, la fotografia. Poesia come immagine, come campo visivo in cui la parola non è solo scritta ma diventa emozione esperita, viaggio. Di fatto comunicazione sensoriale a più livelli.
Se vi dovesse capitare di passare per Padova, c'è tempo fino al 12 marzo per vedere una trentina di fotografie di Adriano Gamberini raccolte in una mostra dal titolo: Adriano Gamberini, Oltre... al di là dello sguardo. Una mostra promossa dall’assessorato alla Cultura - Centro nazionale di fotografia del Comune di Padova e curata da Francesca Bottacin (insegna all'Università di Urbino storia dell'arte moderna e fiamminga), Carlo Carloni (si occupa di eventi con Ecstra, consorzio di cooperative culturali e turistiche di Urbino) ed Enrico Gusella, responsabile del centro nazionale di fotografia. Gamberini è un fotografo marchigiano, nasce come autodidatta e ha la fortuna di incontrare sul suo cammino un grandissimo come Dario Fo. Gamberini lavora per l'amministrazione pubblica e un giorno sulla sua scrivania ci sono le sue foto amatoriali, perché Gamberini è un viaggiatore appassionato, lui e l'inseparabile moglie Giusy viaggiano zaino in spalla, con Avventure nel mondo e lui fotografa con gli occhi che vanno, appunto, al di là dello sguardo fotografico. Perché compongono poesie. Quegli occhi incantano Dario Fo che si innamora delle sue foto, gliele fa stampare in grande formato, un metro per due, come fossero dei dipinti.

Così scrive Dario Fo: “Adriano Gamberini è qualcosa di più di un fotografo: è lo scopritore di immagini stupefacenti; per Gamberini la fotografia non è solo un'arte, ma di più: è scienza. Calcolato è lo scorcio, il taglio della luce che si proietta striata di riflessi. I personaggi, donne, uomini e bimbi non stanno in posa, spuntano dal buio disegnati da un filo continuo di sole. La geometria proiettata è la costante di ogni sua foto: iscritti in un grande cerchio sono collocati una donna e il suo bimbo... in un abbraccio magico. Ha ragione Adriano a identificare in quella madre la Madonna. Non le manca nulla: è piena di grazia. E' immacolata. Figlio e madre si guardano con amore tanto struggente da commuovere anche il più rozzo degli uomini”. La stessa impressione pittorica seduce anche Francesca Bottacin, padovana che insegna storia dell'arte ad Urbino, ed è grazie a lei che Gamberini può esporre a Padova. Bottacin scrive: “Come un Tiziano Terzani della fotografia, Adriano Gamberini da Pesaro non fa dei semplici reportage. Egli non fotografa ciò che vede ma ciò che prova: l’amore, la spiritualità, l’orgoglio, la curiosità. Un’attitudine finemente pittorica rende le sue fotografie delle icone senza tempo. Adriano scrive con il colore, la luce e l’emozione. Ed è così che costruisce interni densi di tagli chiaroscurali (Gujarat) ed esterni percepiti nella nostalgia dello spazio (Cuba). Egli concepisce le immagini come nella camera ottica di Vermeer o di Canaletto. Ma qui non si tratta d’Europa. Il suo non è un Grand Tour. Cuba, India, Etiopia, Palestina, Messico sono alcuni dei territori indagati nel suo diario, dove all’esperienza dello spirito d’osservazione si fonde la passione antropologica. Gli sguardi intensi e struggenti dei suoi personaggi si leggono e si riflettono negli occhi di Adriano, rivelando il suo profondo amore per il viaggio e per l’umanità”.

Insomma, se avete voglia di un po' di poesia, in questi giorni di conflitti, in quetsi gironi duri, se volete sognare un mondo per dirla alla Pistoletto, un mondo Love Difference, passate a Padova, il cuore ne trarrà giovamento. E anche lo sguardo.

Barbara Codogno

anubi31@gmail.com

24 febbraio 2011

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