PARI OPPORTUNITA’ ROVIGO Critiche del consigliere comunale Paolo Avezzù alle scene di nudo del Rigoletto di Verdi in scena al Sociale

Scene di cattivo gusto

Foto Boschetti
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"Scene di cattivo gusto". Con queste parole il consigliere comunale Paolo Avezzù critica duramente l'opera lirica "Rigoletto", in scena al teatro Sociale venerdì 25 febbraio. Secondo le sue parole, le scene di nudo del secondo atto sono inconciliabili con l'istituzione di una commissione di vigilanza sulle affissioni in città che tutela la dignità femminile contro l'uso del nudo in pubblicità


E' notizia di pochi giorni fa che la giunta comunale di Rovigo, su proposta dell'assessore alle Pari opportunità Giovanna Pineda, ha approvato la costituzione di una commissione di vigilanza che ha lo scopo di monitorare le immagini pubblicitarie affisse in città, quelle insomma "osè" con nudi di donna per intenderci, per tutelare la pari dignità delle donne e degli uomini allinendosi alla Carta europea per l'uguaglianza e la parità delle persone. Non so se il "disinvolto" assessore alla Cultura Riccardo Rizzo fosse presente in quella giunta, fatto sta che forse non aveva detto all'assessore Pineda che nell'opera lirica Rigoletto andata in scena al teatro Sociale di Rovigo venerdì 25 febbraio ci sarebbe proprio stato quell'utilizzo di "corpi di donna" che la giunta di Rovigo vuole "monitorare".
Ma cosa è successo in concreto? Per buona parte del secondo atto del Rigoletto il tenore Giordano Lucà, che interpretava il duca di Mantova, è stato circondato da cinque ballerine a seni nudi, in bella evidenza, e da un ballerino vestito come mamma l'ha fatto. Ma cosa c'entravano queste scene di nudo con la collaudata tradizione del Rigoletto di Verdi? Niente, solo scene di cattivo gusto in omaggio alla moda di usare la nudità per attirare l'attenzione. Proprio quello che con il suo provvedimento la giunta di Rovigo vorrebbe evitare. E l'accoglienza del pubblico alla fine della rappresentazione è stato il giudizio più significativo: tanti applausi per i bravi interpreti e sonori "buuh!!" per il regista Stefano Poda che, secondo il mio modesto parere, non dovrebbe più mettere piede in un teatro rispettabile e di tradizione come quello di Rovigo. Non è questione di falso moralismo, è questione di buon gusto!! E per l'assessore Rizzo un sonoro zero in condotta! E non è il primo!!

Paolo Avezzù
Consigliere comunale Forza Rovigo
26 febbraio 2011

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