AMBIENTE ROVIGO Presentato il progetto "Eternit free", sostituzione delle coperture pericolose con pannelli fotovoltaici
Addio ai tetti in amianto o almeno ci si prova

La Provincia di Rovigo ha avviato il progetto "Eternit free" che prevede la sostituzione delle coperture in eternit dai capannoni artigianali, industriali o agricoli con pannelli fotovoltaici. Incentivi alle imprese che hanno superfici di almeno 1000 mq
Rovigo - La presenza dell'eternit in Polesine è un problema insoluto e dannoso per chi respira le fibre di amianto che può sprigionare. Anche se nel 2006 è stata approvata una legge che impone l'obbligo di rimozione del materiale pericoloso, sul territorio il suo impiego è ancora molto diffuso. Tant'è che negli anni scorsi il comune di Rovigo non ha neanche portato a termine un progetto di monitoraggio delle strutture che ne fanno uso, perché si è rivelato particolarmente difficile registrare tutti i casi.La Provincia di Rovigo in collaborazione con Legambiente e Azzeroco2, società del settore dei servizi energetici, promuove un progetto che punta a sostituire le coperture in eternit dai capannoni artigianali, industriali o agricoli con pannelli fotovoltaici, beneficiando di particolari incentivi statali.Le imprese che hanno superfici rilevanti, di almeno 1.000 mq, potranno sostituire gratuitamente il proprio tetto in amianto con pannelli fotovoltaici in cambio della cessione del diritto di superficie. Per le superfici più piccole si stanno studiando soluzioni più adeguate, come i gruppi di acquisto e strumenti finanziari ad hoc, progetti che partiranno tra qualche mese. Nel frattempo per avere informazioni i riferimenti sono il numero di telefono 0425-386842 e l'indirizzo e-mail eternitfree.rovigo@legambienteveneto.it.Davide Sabbadin, responsabile energia per Legambiente Veneto, ha spiegato: "Smaltire legalmente l'eternit oggi costa tra i 10 ed i 15 euro al mq. In Veneto lo smaltimento non è obbligatorio", tanto che far rimuovere una copertura in eternit risulta una procedura piuttosto lunga: bisogna segnalarlo al Comune, che a sua volta si rivolge all'Ulss. L'azienda sanitaria effettua un sopralluogo per verificare che il materiale sia effettivamente pericoloso (se si sta sgretolando). Se ritenuto tale, viene interpellata l'Arpav mentre il comune emette un'ingiunzione che obbliga la proprietà alla rimozione.Elisa Barion
3 marzo 2011
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