CRISI DEL LAVORO ROVIGO Ministero, Regione e sindacati in Provincia per il caso Grimeca. Buone notizie per evitare lo stop del 31 marzo

Alla fine qualcuno s'è dato da fare

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La Regione Veneto e il Ministero dello Sviluppo economico trovano la soluzione per far uscire la Grimeca di Ceregnano (Ro) dal baratro dello stop totale. Ulteriori incontri, che avverranno a Roma a metà del mese, tra tutte le parti in gioco indicheranno il percorso della salvezza per la produzione e l'acquisto dell'azienda


Rovigo - Buone notizie per la Grimeca di Ceregnano. Lunedì 7 marzo si è svolto un vertice a palazzo Celio con lo scopo di salvare l'azienda polesana e i suoi 816 dipendenti, nel corso del quale sono state individuate le soluzioni percorribili per traghettare l'impresa fuori dallo stato di crisi in cui versa, senza fermare la produzione il 31 marzo.

Tre gli strumenti che sono stati attivati e che fanno tirare un timido sospiro di sollievo ai lavoratori. Un accordo di programma proposto dalla Regione Veneto al tavolo di crisi che consentirà di inserire il Polesine tra le province industrializzate del Veneto (dato che attualmente non ne fa parte). In questo modo le aziende rodigine avranno diritto ai fondi anticrisi stanziati per agevolare i possibili investitori.
"L'accordo di programma verrà siglato con il Ministero dello Sviluppo economico - spiega l'assessore regionale al Lavoro Maria Luisa Coppola al termine del vertice -. Sarà necessario variare i parametri che definiscono una provincia come "industrializzata" considerando le aziende che attualmente si trovano in concordato".

Contemporaneamente, il Ministero dello Sviluppo economico, rappresentato a palazzo Celio dalla funzionaria Manuela Gatta, si attiverà a contattare le aziende interessate ad investire negli stabilimenti di Ceregnano. "Verrà convocato un vertice a Roma - spiega Paolo Zanini, segretario della Fiom Cgil - tra le imprenditori e i clienti della Grimeca per concordare l'eventuale passaggio di proprietà".
La Regione Veneto, nel corso di tale trattativa, metterà a disposizione gli strumenti economici necessari per la formazione del personale, l'innovazione del prodotto e il cosiddetto "outplacement", ovvero la branca della consulenza nell'ambito delle risorse umane che si occupa di accompagnare le persone in uscita da un'azienda nella ricerca di nuove opportunità professionali. "Il Ministero - riprende Coppola - eserciterà la moral suasion nei confronti dei possibili investitori che, a loro volta, saranno più sereni sapendo di avere le istituzioni al proprio fianco".

Tutte le trattative risulteranno utili se la produzione della Bassano Grimeca non verrà fermata il 31 marzo, data fissata da tribunale per la liquidazione dell'azienda. Sarà il Ministero a contattare il giudice Guido Marzella perché conceda una deroga al termine stabilito dal concordato, così che la Grimeca non perda i propri clienti e continui ad essere appetibile per eventuali investimenti.
Martedì 15 marzo l'assessore Coppola incontrerà nuovamente il delegato del Ministero a Roma per abbozzare l'accordo di programma, e mercoledì 16 si terrà un secondo vertice con le organizzazioni sindacali per aggiornarle sugli esiti delle trattative.

L'assessore Coppola si definisce ottimista per risolvere la crisi della Grimeca. I lavoratori, invece, trattengono l'entusiasmo, un po' più diffidenti sul successo delle iniziative, dato che da troppo tempo il loro futuro è appeso ad un filo. "Le soluzioni individuate oggi - commenta Zanini - potevano essere trovate qualche mese fa, prima che l'azienda arrivasse agli sgoccioli", ma in ogni caso se l'incontro il 16 andrà bene, saranno "ben felici di essere ottimisti".

Le istituzioni cercano di evitare che la terza battuta d'asta vada deserta come le due precedenti. L'apertura delle buste con le offerte sarà il 30 marzo (il giorno prima dello stop alla produzione) e il prezzo della Grimeca è di 25 milioni di euro. I tempi stretti per attrarre acquirenti ed evitare di chiudere lo stabilimento fanno stare con il fiato sospeso i dipendenti, che all'uscita dell'incontro odierno commentano: "Saremo sereni solo il 1° aprile".

Elisa Barion

7 marzo 2011

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