CONSIGLIO COMUNALE ROVIGO Approvato l'inserimento del garante dei detenuti nello statuto dell'amministrazione

Se la civiltà si misura dalle carceri

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La figura del garante dei diritti dei detenuti verrà inserita nello statuto comunale. Ha approvato l'integrazione della carta municipale, con l'inserimento della figura, il consiglio comunale di Rovigo riunitosi l'8 marzo. Lo stesso giorno Livio Ferrari, che riveste il ruolo di garante, ha relazionato l'attività 2010, "queste carceri - ha detto - finiscono per essere discariche sociali"


Rovigo - Il garante dei detenuti entra a far parte dello statuto del Comune di Rovigo. Il consiglio comunale di martedì 8 marzo ha infatti approvato l'inserimento della figura del garante delle persone private della libertà personale nello statuto dell'amministrazione.
Livio Ferrari, garante dei detenuti, ha illustrato all'aula le attività del proprio operato. "In questo momento carcere significa sovraffollamento, strutture vetuste, mancanza delle minime condizioni di igiene e spesso di cure sanitarie, ma anche isolamento prolungato e luogo dove vengono meno i principi fondamentali del diritto e dell’umanità".

Se è vero che la civiltà di un popolo si misura dalle sue carceri, secondo Ferrari, le cifre di coloro che muoiono nelle carceri italiane dimostrano che, lungi dall’essere luoghi di rieducazione, come vuole la Costituzione, esse finiscano per diventare vere e proprie "discariche sociali".
"La costruzione di nuove carceri - ha proseguito in riferimento alla struttura in costruzione a Rovigo - è insufficiente per affrontare il problema del sovraffollamento". A tal proposito la soluzione consiste nel ricorso a pene alternative al carcere ed in sanzioni diverse dalla detenzione. Le statistiche hanno dimostrato che il detenuto che sconta la pena con una misura alternativa ha un tasso di recidiva bassissimo, mentre chi sconta la pena in carcere torna a delinquere, con una percentuale del 70%.

Ferrari ha poi concluso: "Occorre comprendere che con le pene alternative si abbattono i costi della detenzione, si riduce la possibilità che il detenuto commetta nuovi reati, con un aumento della sicurezza sociale. Si sconfigge il deleterio “ozio del detenuto”, che invece potrebbe essere avviato a lavori socialmente utili con diretto vantaggio per l’intera comunità”.
9 marzo 2011

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