SANITA' ROVIGO Il direttore generale dell'Ulss 18 Adriano Marcolongo lancia l'allarme: la struttura edilizia è un disastro. Servono 70 milioni per farne una nuova

Che sfascio il complesso ospedaliero

Adriano Marcolongo indica i dislivelli
I vecchi servizi di scarico
Gli spogliatoi dei dipendenti
Il cantiere esterno
Il cantiere esterno
Il cantiere esterno
I nuovi spogliatoi per i dipendenti
Il cronoprogramma per lo spostemento dei reparti
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Il direttore generale dell’Ulss 18 di Rovigo sbotta: “L’ospedale è arretrato di oltre vent’anni rispetto agli standard convenzionali, chi si lamenta per i malservizi dice solamente la verità. Le opere murarie sono state fatte senza alcun criterio, basti pensare che tra blocco e blocco le quote dei piani sono sfalsate anche di mezzo metro. Se lo avessi saputo nel 2003 avrei preferito evitare di assumere questo ruolo, almeno a Rovigo”


Rovigo - "Otto anni fa mi sono seduto sopra una bomba che poteva scoppiare, ora servono investimenri per completare l'intera struttura", sono le parole del direttore generale dell'Ulss 18 Adriano Marcolongo che per la prima volta si sbottona e dice le cosa come stanno. Il complesso edilizio dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia fa acqua da tutte le parti e i finanziamenti che sono stati erogati in questi anni non bastano a sistemare le cose.
“Tutto vero e non biasimo chi scrive ai giornali e si lamenta di malservizi in ospedale - afferma il dg Marcolongo - anche noi ogni giorno segnaliamo a chi di dovere (alla Regione Veneto, ndr) le mancanze che abbiamo all’interno dell’azienda. Ma la politica non sta facendo nulla per evitare questo continuo disagio”. E' d'obbligo una precisazione: non è una questione di servizi sanitari erogati risolti con la costruzione della nuova piastra operatoria, ma è il servizio "alberghiero", di degenza, dell'ospedale che è al collasso. Non ci sono i servizi igienici, non c'è l'acqua calda, non ci sono le docce, come testimoniato da Amedeo Baccaglini, che ha vissuto "una degenza da incubo".

Durante il dettagliato sopralluogo Marcolongo ha spiegato che l’ospedale “non è sicuro, abbiamo dovuto investire e lavorare per mettere in sicurezza tutti gli impianti poiché il progetto del 1960 non è stato più aggiornato sia in fase di costruzione negli anni '80, sia successivamente negli anni '90. Abbiamo più volte rischiato la sospensione dei servizi”. Gli impianti di riscaldamento e di condizionamento, la rete dei gas ospedalieri (ossigeno, anidride carbonica e vuoto), ed l'impianto idraulico non sono idonei agli standard ospedalieri veneti, anche gli spogliatori dei dipendenti poco più alti di due metri e spesso condivisi dalla rete degli scarichi dei diversi reparti.
“Siamo indietro di vent’anni - afferma Marcolongo - nel 2003, quando l’allora governatore Giancarlo Galan, mi chiese di assumere il comando dell’Ulss 18 non l'avrei accettato. Mi sono seduto su di una bomba, metaforicamente e anche di fatto. La rete dei gas non rispettava le misure di sicurezza tant'è che il rischio di scoppio era vero”.

La costruzione della nuova piastra ospedaliera, con le nuove sale operatorie, e la realizzazione del nuovo ingresso non è bastato per eliminare i problemi, “servirebbero altri 70 milioni di euro per poter completare il totale ammodernamento dell’ospedale - afferma Marcolongo - costruire un nuovo blocco permetterebbe di poter spostare 3 piani di reparti (il 5°, il 6° ed il 7°)”. L’idea è quello di spostare degli ambulatori o degli uffici di cui non necessitano delle "mancanze" degli ultimi piani, e farli comunicare attraverso il nuovo ingresso che con le sue elevate altezze permetterebbe la costruzione di passerelle sopraelevate per i collegamenti.
Ma se ipoteticamente l’Ulss 18 potesse contare sul finanziamento certo, quanto tempo occorrerebbe all’azienda per costruire un nuovo blocco e risolvere completamente i problemi? “Un anno tra progettazione e richiesta di permessi, - risponde il Dg - sei mesi per aprire ed aggiudicare il bando, più due anni per la costruzione”. Basterebbero 3 anni e mezzo per il totale ammodernamento dell'ospedale. 
11 marzo 2011

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