Ancora un summit a Rovigo per definire il quadro del futuro del Polesine. Alla base c'è lo studio di ricerca del Centro interuniversitario. Il Polesine svilupperà le sue eccellenze produttive, da quelle del primario alle energie rinnovabili, dall'artigianato delle scarpe ai fuochi artificiali
Rovigo - "Lo sviluppo condiviso:
come progettare il Polesine del 2020". Questo il titolo del convegno svoltosi all'auditorium del conservatorio Venezze di Rovigo. Tutto parte dal progetto denominato "Polesine 2020" avviato dalla Camera di Commercio di Rovigo negli ultimi mesi del 2009. L'idea voleva essere utile per contribuire a delinare il quadro programmatico provinciale per gli anni a venire.
Ad introdurre i lavori il vice presidente della Cia, Massimo Bordin alla presenza di numerose autorità politiche, religiose, civili e del mondo imprenditoriale. "Il convegno fa seguito alla Giornata dell'Economia del maggio 2010, che sarà ripetuta il 6 maggio del corrente anno".
La grave crisi economica mondiale che si protrae oramai dall'autunno del 2008 ha portato le istituzioni e le imprese polesane ad avere la necessità di capire quali saranno gli scenari a medio e lungo termine, per poter riprendere il cammino della crescita. "Tornando a quanto si stava dicendo il 17 gennaio al Don Bosco, - ha aggiunto il presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Belloni - vorrei ricordare che Raffaele Peretto aveva illustrato il Polesine come un museo a cielo aperto, Lino Tosini aveva parlato di un territorio caraterizzato dai fiumi Adige e Po e dalla sicurezza dell'acqua, quindi Vernizzi prima di stare male aveva illustrato quelle che sono tutte le infrastrutture viarie vera peculiarità del Polesine".
La crisi in atto da 3 anni ha portato all'esigenza di ridisegnare la progettualità che ha orientato le scelte economiche a livello territoriale, anche perchè la situazione socio-economica provinciale è mutata dall'ultimo aggiornamento operato con gli Stati generali dell'economia convocati qualche anno fa.
Il progetto "Polesine 2020" si è articolato in varie fasi: la prima è stata un'approfondita ricerca di carattere scientifico a cura del Centro di ricerca interuniversitario sull'Economia pubblica. A dare il loro contributo un gruppo di quattro qualificati docenti universitari: Edoardo Gaffeo Università di Trento, Giorgio Osti Università di Trieste, Vincenzo Rebba Università di Padova e Roberto Tovo Università di Ferrara.
La seconda fase ha visto il coinvolgimento delle associazioni produttive e di alcune realtà imprenditoriali di eccellenza. Belloni ha illustrato tramite alcuni filmati quelli che sono i dati in forte crescita di una dozzina di realtà produttive polesane che a dispetto della crisi vanno in controtendenza, avendo aumentato il loro fatturato dal 2008 al 2010 oltre ad avere assunto nuovo personale e ad avere investito varie risorse. Si va dalla produzione di asparago bianco a quella del vino, dalla cooperativa ortofrutticola a quella che produce porri, lattuga e pomodori, dai mocassini da donna al settore degli impianti fotovoltaici ed elettrici, dalle distillerie al settore sicurezza e ambiente, fino ad arrivare ai fuochi artificiali, alle houseboat, al commercio al dettaglio di accessori d'arredo e agli articoli per la casa.
Il
vescovo Lucio Soravito De Franceschi: "Mi trovo in Polesine da sette anni devo dire che ho notato un continuo sviluppo, specie nella parte altopolesana della Transpolesana a ridosso del casello autostradale di Villamarzana, con la futura Nogare-Mare e la nuova Valdastico che daranno un'ulteriore spinta al motore economico nostrano. Bisogna sfruttare appieno la centralità geografica del nostro territorio".
Marco Scarazzatti