In una serata gelida e un Corso del popolo semi vuoto, moltissime autrici, Franca Rame, Joumana Haddad, Marge Piercy, Giorgia Vezzoli e molte altre, hanno trovato voce nelle giovani e meno giovani lettrici e lettori. Un piccolo gruppo di spettatrici ha circondato l’improvvisato palco, nessun uomo di mezza età, a parte qualche lettore, e poche donne incuriosite.Ma qualche cosa è nato, perché qualcuna, capitata lì per caso, ha sentito l’esigenza di partecipare e leggere, alcune altre hanno lasciato invece all’organizzazione i loro recapiti, per poter partecipare ai prossimi incontri. Intorno al piccolo banchetto, approntato davanti all’entrata della Pescheria, cartelli e cartelloni, appesi un po’ dappertutto, riportavano i dati allarmanti relativi alle violenze e all’emarginazione, in Italia e all’estero, ma anche a Rovigo. Stando, infatti, ai dati riportati dal centro antiviolenza relativi al 2008/2009, anche Rovigo e provincia sembrano mantenere una media importante e allarmante, sarebbero 176 le donne del territorio ad aver chiesto aiuto.Insomma Zitte mai parla di un problema che evidentemente c’è, ed ora più che mai riemerge.“Si comincia così - dice Francesca Morelli, organizzatrice dell’evento nonché fondatrice del gruppo, insieme ad altre donne di tutte le età -. Abbiamo la volontà di andare avanti, sarà un lavoro lento ma continuativo”.
Il movimento Zitte mai nasce spontaneamente, in seguito alla manifestazione “Se non ora quando” del 13 febbraio, quando le donne, ma anche diversi uomini per fortuna, sono scesi in piazza per segnalare l’esistenza di una realtà femminile diversa da quella divulgata dai mezzi di comunicazione. La prima azione pubblica di Zitte mai si è svolta domenica 6 marzo con la distribuzione, ad offerta libera, di mimose accompagnate da un piccolo biglietto sul quale era riportato il senso della mimosa legato alla donna. Pochi sanno infatti che questo fiore rappresenta la primavera e che quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita di questa ricorrenza. Il ricavato è stato devoluto al centro antiviolenza del comune di Rovigo.“Alla base di Zitte mai sta una organizzazione trasversale, che non vuole vertici - continua Francesca - non abbiamo ne un presidente ne un portavoce e soprattutto non facciamo e nemmeno parliamo, nei nostri incontri, di politica. Vorremmo parlare solo di noi e della nostra condizione. La politica non deve entrare in un movimento che ha come scopo il coinvolgimento di più persone possibile, senza distinzione di bandiera e provenienza. L’adesione a Zitte mai è del tutto libera si partecipa slegati dalla struttura associativa da cui si proviene. Anche se alcune di noi fanno parte di associazioni e movimenti, non c’è l’intenzione di rappresentarle in questo contesto. L’obiettivo comune si muove su due canali paralleli, scambiare esperienze, conoscenze diverse, per poi esportarle all’esterno e sensibilizzare i cittadini al problema. Molte giovani donne poco conoscono della lotta femminile passata, ma hanno molta voglia e bisogno di conoscerla, mentre le donne più adulte, che fanno parte del gruppo, e sono legate ad un passato femminista, sentono la necessità di portare alle nuove generazioni la loro testimonianza, ma anche, e soprattutto, l’esigenza di confrontarsi con i problemi attuali del mondo femminile”.Si sa quanta confusione storica si sia fatta relativamente alla ricorrenza dell’8 marzo, ma certamente furono diversi gli avvenimenti che coinvolsero le donne nel 1911; primo tra tutti l’incidente del 25 febbraio, quando il fuoco attaccò gli ultimi tre piani di un palazzone di Washington Place di proprietà della Triangle Waist Company, dove trovarono la morte centinaia di operaie, in buona parte italiane.Camilla Ferrari