SANITA' ROVIGO L'assessore provinciale Guglielmo Brusco appoggia il direttore generale Ulss 18 Marcolongo sui problemi del Santa Maria della Misericordia

Una situazione che si poteva evitare

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Gugliemo Brusco appoggia le dichiarazioni di Adriano Marcolongo e si prende il merito di tante denunce fatte negli anni contro la gestione della sanità da parte della Regione Veneto. La situazione difficile del nosocomio rodigino si poteva evitare


Rovigo - L'assessore provinciale Guglielmo Brusco si unisce alla voce di Adriano Marcolongo, direttore generale dell'Ulss 18, che la scorsa settimana aveva illustrato la grave situazione in cui versa la struttura dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo.
"E’ una situazione che viene da lontano - sottolinea Brusco -, condensata alcuni anni fa nella dichiarazione di Marcolongo “ospedale che cade a pezzi” e che come assessore provinciale alla Salute, ho sempre denunciato con l’intenzione di stimolare i direttori generali e la Regione Veneto a fare di più per un suo recupero funzionale".

Secondo l'assessore, le dichiarazioni del manager confermano "il ruolo positivo svolto dalla Provincia di Rovigo, diventata in questi ultimi anni, casa dei cittadini e degli operatori sanitari che volevano e vogliono denunciare disservizi e problemi che alla fine vanno a colpire le persone ammalate e i loro famigliari; che non era una forzatura pensare e denunciare pubblicamente le pesanti responsabilità anche del precedente direttore generale Gianni Tessari e degli amministratori di centrodestra della sanità veneta dal 1990 al 2005".

Sul piano politico Brusco attacca gli assessori regionali alla Sanità: " Le gravi responsabilità degli ultimi 4 assessori regionali della LegaNord, che dal 2005, nel mentre distribuivano molto generosamente e in modo crescente ingenti risorse finanziarie alle cliniche private, non fornivano e non si prevede quando lo faranno, gli stanziamenti necessari a finire l’opera di ammodernamento dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo. E’ ora di finirla. La concorrenza tra strutture pubbliche e private deve essere leale e orientata alla competizione tra chi, a parità di condizioni, dà il servizio sanitario di più alta qualità".
14 marzo 2011

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