MUSICA ROVIGO Concerto jazz del Grant Stewart quartet al ridotto del teatro Sociale. Brani del passato e originali eseguiti dal mago del sax tenor

Finale con il botto, jam session appassionata

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Il musicista canadese Grant Stewart si è esibito a Rovigo. Si trattava del terzo appuntamento dei "Concerti di primavera" al ridotto del teatro Sociale che per un paio d’ore si è trasformato in uno dei più interessanti e intriganti jazz club, di quelli che si trovano a New York o a Parigi

Rovigo - Un groove da paura dal sax di Grant Stewart lunedì 15 marzo al ridotto del teatro Sociale per la terza e penultima serata dei "Concerti di primavera", organizzati in collaborazione da Rovigo jazz club, Comune di Rovigo e il centro Porsche di Padova.
Luce soffusa, bar aperto, un sorso di vino, il grande jazz del Grant Stewart italian quartet, e il ridotto del teatro Sociale si trasforma per un paio d’ore in uno dei più interessanti e intriganti jazz club, di quelli che si trovano a New York o a Parigi per intenderci.
Il Grant Stewart italian quartet infatti è elegante e raffinato sia nelle scelte di repertorio, sia nell’esecuzione, riproponendo grandi standard jazz del passato, che tuttora continuano a essere reinterpretati dai più grandi musicisti del mondo, come "Body and Soul", per citarne uno, una famosissima ballad di Johnny Green. Ma si da spazio anche alle nuove proposte musicali con brani originali come "Grandfother Walt" composto e arrangiato dal contrabbassista Giovanni Sanguineti. Grant Stewart racconta il tema e con grandissima agilità sceglie ed elabora le sonorità più interessanti del suo strumento, senza mai eccedere in ricercati acuti o uscendo durante l’esecuzione dal tracciato musicale del brano. Il suo suono caldo e avvolgente esprime senza sbavatura alcuna, l’essenza di ogni pezzo. Il tiro, come si dice in gergo jazzistico, di questo quartetto, è davvero trascinante.

Grant Stewart è nato a Toronto, Canada, il 4 Giugno 1971. A 10 anni inizia a suonare il sax alto, sotto l'influenza del padre chitarrista. Dopo le collaborazioni con Curtis Fuller, John Hendricks, Clark Terry, Etta Jones, Russell Malone, Larry Goldings e Peter Bernstein, viene ingaggiato stabilmente nel settetto di Al Grey, fino a quando forma una sua propria band, che include Brad Meldau, Kenny Washington e Billy Drummond.
Stewart ha tenuto un concerto al Guggenheim Museum di Manhattan – in trio con il leggendario Jimmy Cobb - ed è stato tra i primi musicisti jazz invitati a suonare all'Ermitage di San Pietroburgo.
Nella sua avventura italiana, Stewart si è circondato di altrettanti grandissimi musicisti tra i più affermati nel panorama nazionale come Ale Collina già pianista di Gianni Basso, Emanuele Cisi, Claudio Capurro, David Amar e Paul Jeffrey e il compositore e contrabbassista genovese Giovanni Sanguineti che vanta un lunghissimo curriculum di collaborazioni con nomi internazionali e nazionali come Ed Thigpen, David Hazeltine, Grant Stewart, Patti Wicks, Norman Simmons, Jesse Davis, Bobby Dhoram, Garrison Fewel, Dena DeRose, Gianni Basso e Renato Sellani. In fine il padovano Giovanni Carpentieri alla batteria, sembra dialogare con gli altri musicisti accentando e accompagnando con creatività, stile e personalità ogni proposta ritmica. Il Grant Stewart italian quartet nasce proprio dal felice incontro tra Stewart e Carpentieri che in un suo ultimo viaggio a New York trova la collaborazione con Grant già molto conosciuto negli Stati Uniti, e gli propone un progetto in Italia. Dalle prime serate nascono gli arrangiamenti che un poco per volta si definiscono e strutturano. Il Grant Stewart italian quartet sta riscuotendo nel nostro paese un grande successo.

Al termine della serata, come si deve nelle migliori serate di jazz, sale sul palco infatti il trombettista concittadino di Grant ma trapiantato da anni in Italia Tom Kirckpatrick, dando vita ad una piccola jam session e facendo così respirare per pochi minuti ad una platea appassionata un'altra grande tradizione del jazz. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 21 marzo, alle 21.30 al ridotto del Teatro sociale con the Fifth Side, un tributo alle grandi donne del jazz con un gruppo guidato da tre donne cantanti e musiciste: Francesca Bertazzo Hart voce e chitarra Helga Plankesteiner (sax  baritono e voce)  Ilona Damieka (pianoforte e voce) Beppe Pilotto (contrabbasso) Enrico Tommasini (batteria).

Camilla Ferrari
18 marzo 2011

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