CRISI DEL LAVORO ROVIGO I fratelli Betto, proprietari della Tecnomeccanica di Monselice, aggiudicatasi la Bassano Grimeca al vertice in Provincia: "Fonderia e spazio, ne avevamo bisogno"

Un gioiellino che è un affare

da sinistra Pietro, Massimo e Stefano Betto
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L'azienda di Monselice, che si è aggiudicata la Bassano Grimeca di Ceregnano (Ro), lavora alluminio e le leghe leggere per il settore dell'automobile. Lo stabilimento di Ceregnano soddisferà le esigenze di espansione. Il piano industriale non è ancora stato definito, "ma non vogliamo lavorare in perdita a lungo - dice uno dei fratelli Betto, i nuovi proprietari - ci dispiace per i 480 dipendenti che rischiano il lavoro". Dalla settimana prossima iniziano le concertazioni tra proprietà e sindacati


Rovigo - "Avete messo le mani su un piccolo gioiello". Così il liquidatore della Grimeca Giovanni Bertoni (foto a lato) consegna idealmente il polo metalmeccanico di Ceregnano alla nuova proprietà, i fratelli Betto, titolari della Tecnomeccanica fratelli Betto di Monselice. Dopo l'aggiudicazione dell'asta avvenuta ieri, in tribunale a Rovigo, i nuovi proprietari (anche se il rogito deve ancora avvenire) si sono presentati alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni questa mattina, a palazzo Celio.

In un clima disteso e sollevato, le parti in gioco si sono assicurate la massima collaborazione per il futuro dell'azienda. Futuro che, ad oggi, appare ancora incerto dal momento che il piano industriale della nuova proprietà non è ancora stato definito e del licenziamento di 480 dipendenti si è discusso in modo marginale.
E' Massimo Betto, titolare dell'azienda acquirente insieme ai fratelli Stefano e Pietro, a parlarne con la stampa al termine del vertice. 

L'investimento sulla Grimeca è stato dettato dall'aumento dei volumi di lavoro negli impianti di Monselice: tre stabilimenti in cui operano circa 250 dipendenti. "Lavoriamo ad alta velocità l'alluminio e le leghe leggere per il settore dell'automobile. Abbiamo molte commesse nuove che non avremmo la capacità di esaurire". Quale migliore occasione, quindi, di un'azienda in vendita all'asta a 24 milioni di euro, dotata di tutti gli impianti di produzione necessari e di una fonderia?

"Non c'era lo stimolo ad investire in singoli capannoni. E perché abbandonare delle aree capaci, vicine alla sede di Monselice e già dotate di manodopera, come quella di Ceregnano?" chiede Betto. La vendita all'asta della Grimeca rappresenta quindi un affare. Nelle prospettive di Betto, il polo produttivo di Ceregnano si inserirà nella produzione dell'azienda acquirente: "I mercati in cui operiamo - spiega - non consentono lunghi trasferimenti. Scegliamo le commesse in modo da rispondere in breve tempo. I nuovi affari li dirottiamo alla Grimeca senza penalizzare Monselice".
I fornitori della Tecnomeccanica Betto sono Porsche, Bmw, Bombardier, Magna e Bei Burg e nulla vieta che anche gli attuali clienti di Grimeca vengano rilevati.

Certo è che sarà necessario cambiare il risultato economico attuale dell'azienda polesana: "Non vogliamo lavorare in perdita a lungo - spiega Massimo Betto - perciò, in un tempo ragionevolmente breve, cercheremo di cambiare i numeri della società".
Società in cui l'attuale liquidatore (ex amministratore delegato) Giovanni Bertoni potrebbe avere ancora un ruolo: "Come liquidatpre seguirò ancora per qualche mese il passaggio di proprietà - commenta - ma, una volta esaurito questo incarico, credo che non mollerò la barca".

Dalla prossima settimana, si aprono le contrattazioni tra i nuovi proprietari e i sindacati per arrivare ad un accordo sindacale. Sono infatti 480 i dipendenti che rischiano il posto di lavoro. "Ci dispiace non avere la capacità di rispondere al problema occupazionale - conclude Betto -. Per ora iniziamo le concertazioni, dopo l'insediamento, vediamo se sarà possibile aggiungere del personale".

Elisa Barion

1 aprile 2011

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