MUSICA ROVIGO Il chitarrista Daniele Gottardo, premio Steve Vai Award, coinvolge l'arrangiatore Alessandro Zaia nel progetto “Frenzy of Ecstasy” live

La furia del talento

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I suoi video su youtube sono cliccatissimi, Daniele Gottardo, inventore della tecnica chitarristica del tapping a 8 dita, porta con sé Alessandro Zaia, bassista e arrangiatore, nel tour “Frenzy of Ecstasy”. Sono nuovi gli arrangiamenti dei brani per il live del disco che Daniele Gottardo, ha pubblicato in digitale nel 2009 dopo la vittoria dello Steve Vai Award


Rovigo - Un eccezionale progetto creativo musicale riunisce due "mostri sacri" della classic jazz metal, Daniele Gottardo e Alessandro Zaia, entrambi, incredibilmente di Rovigo.
Il primo, classe 1983, chitarrista dal curriculum impressionante e dalle capacità tecniche interpretative sbalorditive e compositore, si è affermato a livello mondiale nel 2008, quando partecipando al concorso londinese Guitar Idol arriva terzo, l'anno dopo da Londra si porta a casa il secondo posto insieme alla vittoria dello Steve Vai Award. Il secondo, nato nel 1974, è un bassista arrangiatore dalla fantasia sfrenata, ma nello stesso tempo elegante e raffinata.
Questi due straordinari musicisti rodigini oggi portano avanti, insieme al batterista Lele Veronesi e al pianista Marco Pollice, l'originale e creativo progetto musicale live “Frenzy of Ecstasy”, nato dalla testa di Daniele Gottardo, inciso su cd e venduto online dal 2009, infine, qualche mese fa, pubblicato allegato alla rivista Axe, il più prestigioso magazine per chitarristi italiano.

“Avevo lo strumento in casa. La prima chitarra, infatti, era di mio padre, e mentre mi dedicavo prevalentemente alle arti pittoriche, ho cominciato a suonarla. Alla fine la pittura è rimasta lì, mentre di chitarre ora ne ho diverse”. Comincia così l’intervista a Daniele Gottardo che fin da ragazzino dimostra il proprio talento curioso e la tendenza alla ricerca, sia chitarristica che didattica, fino ad essere riconosciuto a livello internazionale tra i migliori al mondo dopo aver raggiunto il podio nel concorso internazionale londinese Guitar Idol. Da qui il contatto fondamentale con Steve Vai uno dei migliori musicisti del mondo, già chitarrista di Frank Zappa, il quale, dopo aver ascoltato l’intero lavoro di Gottardo, gli ha proposto subito la distribuzione del disco, appunto "Frenzy of Ecstasy" tramite la propria etichetta, Favored Nations, avvenuta nel 2009.
Il tuo legame con la pittura si è sciolto del tutto?
“Da un punto di vista pratico sì, ma ritrovo nella musica gli stessi limiti e le stesse qualità che riscontravo, di me stesso, nella pittura. Così come vivevo il senso del colore, vivo ora l’armonia musicale, che mi riesce abbastanza spontanea, mentre per esempio sulla forma e le proporzioni ero carente, così come nella musica gestisco più a fatica le strutture".
Da cosa prende spunto la tua ricerca musicale?
“Ho preso lezioni presso una scuola di musica di Padova, ma mi definisco anche un autodidatta. Da solo, infatti, ho studiato e analizzato a fondo la musica classica, il metal e il jazz. Mettere insieme forme musicali così contrapposte mi ha sempre attratto e ha dato il via alla mia ricerca che è tutt’altro che conclusa. Ho elaborato nel tempo una mia tecnica chitarristica, il Tapping a 8 dita che mi ha dato la possibilità di realizzare un dvd didattico presentato dalla rivista musicale, con cui collaboro da anni, Play game music. Ora insegno presso la scuola Mmi a Padova e Treviso".
Come sei entrato nella band di Alexia?
“Nel 2004 Alexia registrava al Blue Sugar di Polesella e voleva sostituire alcuni musicisti. Così, dopo una audizione, sono stato preso nella band e l’ho seguita nei suoi tour fino al 2008. In questo modo ho potuto affrontare anche il pop che, come genere musicale, è più difficile da conoscere, perché sia i musicisti che gli arrangiatori sono abbastanza gelosi del loro lavoro”.

Durante una sera d’estate, al termine di un concerto del Delta Blues rodigino, si incontrano sul palco Daniele e Alessandro; all’inizio non si piacciono, ma galeotto fu il ristorante cinese che divenne sede di incontri e decisioni.
“Ho studiato chitarra classica per diversi anni dal maestro Sartori - ci dice Alessandro Zaia -. Il maestro era anche un appassionato musicista jazz e così ho incrociato e conosciuto l’arrangiamento. Poi ho cominciato per curiosità a studiare il basso elettrico, mentre parallelamente continuavo con la classica. Alla fine ho deciso che la mia necessità era quella di dedicarmi solo alla musica e al basso, e mi sono iscritto alla scuola di musica Cpm di Milano".
Quali sono stati i tuoi maestri?
“Ne ho avuti molti: Attilio Zanchi, Diego Michelon, Roberto Cipelli e molti altri, ma per me è stato certamente fondamentale lo studio personale, le mie ricerche. Infine sono riuscito, e continuo tutt’ora, a lavorare come arrangiatore presso il Nfrs di Rovigo, studio di registrazione professionale di Ugo Bolzoni".
Dunque hai lavorato anche sui pezzi di Daniele?
"Sì, e ci stiamo ancora lavorando. Presto partirà il tour di “Frenzy of Ecstasy”. Già abbiamo partecipato alla ventesima edizione dell’ “Eddy Lang Jazz Festival” a Isernia, e gireremo probabilmente il sud Italia, nella speranza di riuscire anche a portare questo progetto fuori dal nostro paese".
Per il futuro?
“Diciamo che la collaborazione e il lavoro funzionano bene - e conclude Zaia - vorremmo lavorare insieme a nuove produzioni, ma per il momento è meglio concentrarsi sull’innovativo e stimolante lavoro di Gottardo”.

Camilla Ferrari


4 aprile 2011




jiki
jiki
6 aprile 2011 - 11:49
brano Daniele. Bravo.

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