CRISI DEL LAVORO ROVIGO Accordo sindacale per la Grimeca. Paolo Zanini e Riccardo Bego di Cgil chiedono azioni concrete dalle istituzioni

Fiom: è ora che la politica faccia il suo compito

Paolo Zanini, segretario della Fiom Cgil
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A pochi giorni dall'avvio delle trattative sindacali con la nuova proprietà della Grimeca (la Tecnomeccanica Betto di Monselice), la Fiom Cgil di Rovigo chiede che al lavoro dei sindacati si affianchi quello della politica, dato che il taglio dei posti di lavoro previsto è pesante (470 lavoratori su 771 in forza all'azienda di Ceregnano). Risposte che Regione e Ministero dello Sviluppo economico devono dare attraverso l'accordo di programma per il rilancio economico e produttivo del Polesine


Rovigo - "E' ora che la politica inizi a preoccuparsi di mantenere le promesse fatte finora". A parlare è Paolo Zanini, segretario provinciale della Fiom Cgil, che punta l'attenzione sulla crisi della Grimeca di Ceregnano e sui circa 470 dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro.
Il polo metalmeccanico, infatti, è stato acquistato dalla Tecnomeccanica Betto di Monselice che, per 24,1 milioni di euro, si è aggiudicata il terzo bando d'asta indetto dal tribunale di Rovigo. L'offerta presentata dalla Tmb prevede però 300 posti di lavoro. Meno della metà di quelli che ne conta attualmente, ovvero 771.

Il taglio dell'organico preoccupa i sindacati. Martedì 12 aprile inizieranno gli incontri con la nuova proprietà per raggiungere l'accordo sindacale sulla base del piano industriale presentato dai fratelli Betto.
Ma la partita dell'occupazione si gioca anche sul fonte dell'accordo di programma firmato da Regione Veneto e Ministero dello Sviluppo economico grazie al quale il Polesine sarà riconosciuto come area di crisi e avrà diritto ad agevolazioni ed incentivi per il rilancio economico e produttivo.

Secondo Zanini, affiancato in conferenza stampa da Riccardo Bego, "è tempo che la politica cominci a tradurre in azioni concrete quanto affermato finora" e cita, a tal proposito, le parole del presidente del Veneto Luca Zaia e del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.
"Zaia, a Rovigo lo scorso ottobre, ha detto che tutti i posti di lavoro devono essere conservati e il ministro Sacconi ha assicurato che nessun lavoratore sarà lasciato solo". Queste affermazioni, a suo avviso, devono avere dei riscontri.

Quante risorse ci sono a disposizione per la nostra provincia, quali sono gli incentivi per fare in modo che le imprese investano sul territorio e quali ammortizzatori sociali sono previsti per i lavoratori che perderanno il posto. Queste le domande a cui Regione Veneto e Ministero devono dare una risposta attraverso l'accordo di programma, secondo Zanini e Bego. "Ci aspettiamo un incontro con il ministro al più presto - aggiunge il segretario - altrimenti metteremo in atto delle iniziative per raggiungere questi obiettivi perché sono inderogabili".

Dagli incontri con la nuova proprietà (che si chiudono entro la fine di aprile) promettono di portare a casa il massimo dei posti di lavoro possibili ma anche la politica locale deve fare al sua parte. "Spesso ripete le stesse cose che dicono il Ministero e la Regione - aggiunge il segretario Fiom - Ora ha l'opportunità di riscattarsi ad esempio attirando i soggetti istituzionali a fare qualcosa per il settore metalmeccanico".

Elisa Barion
9 aprile 2011

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