La figura di Giacomo Matteotti, il politico antifascista che fu assassinato nel 1924 dal regime di Mussolini, analizzata in una dimensione personale ed intima. Il libro di Gianpaolo Romanato, Un italiano diverso, è stato presentato a Fratta Polesine (Ro)
Fratta Polesine (Ro) - Giacomo Matteotti, l'orgoglio del Polesine, visto a 360°. La sala civica "Giacomo Matteotti" di Fratta Polesine ha ospitato la presentazione del libro Un italiano diverso di Gianpaolo Romanato docente di storia contemporanea all'Università di Padova.
"La famiglia Matteotti era gente di commercianti, già ricca, che badava solo ad arricchirsi. In paese non eran ben visti. Il figlio Giacomo è molto diverso da loro: studia a Bologna e si laurea in diritto penale. Fu sindaco per alcuni anni a Villamarzana. La sua vita fu molto disordinata e costò molto alla sua famiglia - racconta Romanato - In particolare alla moglie che visse Fratta come un esilio e un ambiente estraneo, dato che non parlava il dialetto e non frequentava la gente del posto. Nel 1922 Matteotti diventa segretario del partito socialista unitario. Sapeva però molto bene che sarebbe andato incontro alla morte. Questo non tanto per il famoso discorso del 30 maggio 1924 dove in parlamento denunciò i brogli elettorali fascisti, ma perchè l'11 giugno avrebbe dovuto svelare alcune scoperte fatte sul governo fascista specie per quanto riguarda alcune "mazzette" e "tangenti" legate al mondo del petrolio". Giacomo Matteotti venne rapito il 10 giugno 1924, probabilmente con l'ordine di Benito Mussolini solo di essere punito, ma forse la sua reazione rabbiosa portò al suo accoltellamento. Il suo corpo venne ritrovato solamente il 16 agosto 1924 e portato subito in treno con un viaggio di notte nella sua Fratta. Ai funerali, svoltisi in chiesa (contro la sua volontà lui che aveva voluto sposarsi civilmente) si stima presero parte almeno 10mila persone. "La sua salma venne tumulata definitivamente nell'attuale cappella di famiglia solo nel 1928".
Il moderatore della serata di Fratta è stato Mario Quaranta il quale ha messo in luce come il discorso pronunciato in parlamento il 30 maggio 1924 fu l'unico mai fatto contro il regime fascista. "Nemmeno i comunisti avevano osato tanto. Questo perchè tutti al di fuori di Matteotti erano impreparati sul fascismo. Era un uomo solo Matteotti e nel secondo volume sugli scritti sul fascismo, di prossima pubblicazione, si potrà capire come egli avesse intuito che per fermare il fascismo ci volessero alleanze. Solo uno schieramento molto ampio, comprendente le varie ideologie politiche che si scontravano con il fascismo, avrebbe potuto restituire la democrazia in Italia".
Marco Scarazzatti

EVENTI ROVIGO E ADRIA Sabato 19 maggio il museo dei Grandi fiumi e il museo archeologico nazionale di Adria saranno aperti fino a tardi

POLITICA FRATTA POLESINE (ROVIGO) Il neo sindaco ha nominato la propria giunta. Sauro Massari e Fabrizio Guarise assessori, Barbara Uliari e Moreno Trivari consiglieri delegati

CULTURA CASTELMASSA (ROVIGO) Il giornalista del tg5 Toni Capuozzo presenta il suo libro "Le guerre spiegate ai ragazzi" al teatro Cotogni

CULTURA VILLADOSE (ROVIGO) Lo scultore e scrittore Mauro Corona presenta il libro "Come sasso nella corrente" alla sala Europa, venerdì 18 maggio alle 21

CULTURA TAGLIO DI PO (ROVIGO) L'assessore regionale Maurizio Conte inaugura la Settimana dell'ambiente dal museo di Ca’ Vendramin

CULTURA VILLADOSE (ROVIGO) L’associazione Danza antica e antropologia sociale ha sfilato in costume lungo le vie di Roma antica per celebrare la nascita della capitale

CULTURA PORTO TOLLE (ROVIGO) Nando Dalla Chiesa presenta il proprio libro "La convergenza" sul rapporto tra criminalità organizzata e politica, giovedì 3 maggio nella sala consiliare del municipio