Passi conclusivi per il testo del protocollo d’intesa per il rilancio produttivo e la reindustrializzazione della provincia di Rovigo. Lunedì 18 aprile, nuovo incontro in Camera di commercio per integrare la bozza presentata lo scorso 18 marzo. Tra qualche giorno il testo, che comprende la costituzione di un tavolo di coordinamento e la costituzione di una cabina di regia, verrà inviato al ministero dello Sviluppo economico per la firma definitiva
Rovigo - E' questione di pochi giorni e l'accordo di programma per il
rilancio economico del Polesine sarà
pronto e inviato al Ministero dello Sviluppo economico per ottenere il via libera alla firma.
La bozza presentata lo scorso 18 marzo agli enti del territorio ha subito qualche modifica rispetto all'originale. Una in particolare riguarda la costituzione di un
tavolo di coordinamento con la partecipazione di tutti i soggetti aderenti e di una cabina di regia più snella ed operativa, con il compito di predisporre le proposte da sottoporre alla valutazione del tavolo di coordinamento.
Lunedì 18 aprile, in Camera di commercio a Rovigo si è tenuto il secondo incontro per aggiornare la proposta di accordo. Proposta che mette l’accento sulle
opportunità di sviluppo legate all’utilizzo delle
fonti energetiche rinnovabili collegate all’agricoltura, all’intermodalità, alle potenzialità del sistema fluvio-marittimo ma anche sullo sviluppo delle reti d’impresa e di filiera, con attenzione per le tipicità del territorio polesano, caratterizzato da un elevato numero di aziende agricole e da un vasto tessuto di piccole e medie imprese.
Sarà il Ministero dello Sviluppo economico a mettere l'ultima parola sull'accordo, su richiesta della Regione Veneto. In questo modo
il Polesine avrà accesso alle risorse disponibili per la reindustrializzazione delle aree di crisi. L’assessore regionale Maria Luisa Coppola ha sottolineato che il protocollo rappresenta una cornice per i contenuti di quello che dovrà poi essere il
piano strategico per il rilancio produttivo delle imprese del Polesine. “Per la prima volta – ha aggiunto – l’attenzione del ministero viene catalizzata su un’area che di fatto era considerata marginale e di completamento rispetto al contesto veneto. Ora viene riconosciuta come area strategica, anche grazie al suo posizionamento rispetto al reticolo infrastrutturale e come piattaforma logistica”.