SCUOLA ROVIGO Indagine della Provincia di Rovigo tra gli studenti di 9 istituti superiori sulla cognizione della criminalità e delle sue cuse

Come i giovani vedono il carcere

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Il carcere visto con gli occhi degli studenti rodigini. La casa circondariale è pensata come luogo di punizione per oltre il 40% degli intervistati. L’ergastolo sì per il 74% e reintroduzione della pena di morte per il 17%


Rovigo - Per il 43,9 per cento degli studenti il carcere è un luogo di punizione mentre il 30,2 per cento è possibilista sulla funzione di rieducazione e risocializzazione ed un 19,6 % posto di isolamento ed emarginazione sociale.
E’ quanto emerge dall’indagine svolta dalla Provincia nelle classi terze e quarte di 9 istituti superiori polesani sulla percezione della criminalità e delle sue cause.
Sono stati 1037 i questionari trattati dall’ufficio Statistica di Palazzo Celio e letti in collaborazione con l’associazione Gea Mater onlus di Lendinara ed il Granello di Senape di Padova che proponevano anche un quadro di cultura generale e rapporto con i mezzi d’informazione.
Il campione era formato dall’81,6 % di ragazzi tra i 16 e 17 anni con il 70,1 per cento di maschi.

Se per il 48,6 per cento la criminalità non è un problema nella zona in cui abita, esiste però per il 32,2%. I motivi che portano alla criminalità sono la povertà e disoccupazione al 48,3%, la scarsa severità delle leggi e dei giudici il 31%, ambiente e amicizie per il 29,7 e crescita in una famiglia dove l’illegalità è cosa normale il 27,4%.
L’immagine di chi ha commesso il reato è: una persona normale 70%, diversa da tutti 6,9; proprio come me 7,2 %; si vede che è un criminale 11,2 per cento.

Tanti distinguo anche sulla funzione del carcere: punizione 32,4%, educare alle regole 20,8; allontanare la persona pericolosa dalla società  13,5; impedire di commettere altri reati 11,5, garantire sicurezza 10,5.
Il carcere è poi punitivo, da 1 a 10 voto medio 5,6 per il 99,2 per cento degli studenti utile per la sicurezza per il 98,8 con 6,4 e rispettoso dei diritti per il 98,6  con un 5,8.

Sull’alternativa al carcere un 30 per cento solo per essere curati, alcool e droga;  per il 25,4% non esistono perché è l’unico luogo dove si possono pagare le pene e per un 12,1 perché solo il carcere può rieducare. Possibilista il 14,6% con una pena pecuniaria o lavoro non retribuito.
L’ergastolo va mantenuto per il 74,8 % mentre la pena di morte è sbagliata per il 52,5 per cento e giusta per il 27,4.

Difficoltà di trovare lavoro una volta usciti dal carcere, considerazioni e reinserimento chiudono l’indagine che ma messo pure il luce che solo il 58,9 per cento degli studenti legge i giornali, il 53,4 segue abitualmente i tg. Emerge pure che per il 44,7 per cento i mezzi d’informazione aiutano a capire la realtà e per il 18,3 a farsi un’opinione; per il 29,7 sono al servizio dei partiti e per il 7,4 a gruppi economici.

Stamani a Palazzo Celio la presentazione dell’indagine con una rappresentanza di studenti ed insegnanti che hanno partecipato al progetto “Sms, simile a me stesso?” ed il “carcere entra a scuola” temi “volutamente individuati – come ha ricordato la presidente Tiziana Virgili – per stimolare i giovani e accorciare le distanze tra due realtà, il carcere ed il mondo esterno”.

20 aprile 2011

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