ENERGIA ROVIGO Manifestazione di Federazione della sinistra contro il nucleare in Italia

Chernobyl 26 aprile 1986, l'incubo vive ancora

Manifestazione di Federazione della sinistra contro il nucleare in Corso del Popolo
Manifestazione di Federazione della sinistra contro il nucleare in Corso del Popolo
Manifestazione di Federazione della sinistra contro il nucleare in piazza Vittorio Emanuele II, il candidato sindaco di Fli Giacomo Labarbuta si avvicina per un saluto
Manifestazione di Federazione della sinistra contro il nucleare in Piazza Vittorio Emanuele II
Manifestazione di Federazione della sinistra contro il nucleare davanti al comune
Manifestazione di Federazione della sinistra contro il nucleare davanti al comune
Manifestazione di Federazione della sinistra contro il nucleare davanti al comune
L'annuncio dell'allarme nucleare prima dell'apocalisse
La morte simbolica dei manifestanti a ricordare la triste data del 26 Aprile 1986 giorno del disastro di Chernobyl
La morte simbolica dei manifestanti a ricordare la triste data del 26 Aprile 1986 giorno del disastro di Chernobyl
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Una decina di "tute bianche" ha sfilato in centro città, nel tardo pomeriggio, con tanto di mascherine sul volto. E' la singolare manifestazione di protesta contro l'energia nucleare inscenata dagli uomini di Federazione della sinistra


Rovigo - Un "no" deciso al nucleare, nonostante il governo abbia fatto marcia indietro sui decreti legislativi che reintroducevano tali impianti in Italia.
Martedì 26 aprile, è partita dalle sede di Federazione della sinistra, in Corso del Popolo, una singolare iniziativa di protesta contro l'energia atomica: un corteo di tute bianche scandito dal suono di tamburi è sceso in piazza Vittorio Emanuele II in mezzo ai cittadini.

Lungo il percorso c'è sto anche il tempo di stringere la mano a qualche candidato sindaco (nello specifico a Giacomo Labarbuta di Fli). Raggiunto il liston, il gruppo di manifestanti è simbolicamente "morto" ricordando la tragedia di Chernobyl del 26 aprile 1986.

Tutti stesi a terra perché, spiegano in un comunicato, l'energia nucleare "produce scorie altamente radioattive, che rimangono tali per millenni; è inadatta al territorio italiano largamente sismico e esposto a disastri idrogeologici; è molto costosa perché la complessità del ciclo produttivo e i dispositivi necessari a mitigarne l’impatto sull’ambiente fanno lievitare le spese di produzione; non è né abbondante né pulita: dosi non trascurabili di radiazioni, sommandosi al fondo naturale di radioattività, possono causare gravi danni alla salute di chi lavora e vive intorno alle centrali".
26 aprile 2011

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