PARI OPPORTUNITA' ROVIGO Giovanna Pineda, assessore uscente, accusa: nessuno dei candidati sindaco pone l'accento alle politiche di genere, sono tutt'altro che acquisite

Mai abbassare la guardia

Giovanna Pineda
Seren automobili affiliazione fino a dicembre 2017

Nessuno dei candidati sindaco di Rovigo affronta la questione delle pari opportunità. Si danno per acquisite, forse, ma non è così. Giovanna Pineda, assessore uscente della materia, è decisamente preoccupata. Tante sono le attività che è riuscita a mettere in piedi, con l'aiuto di associazioni ed enti, e sostenere con un budget quasi ridicolo e teme che, se qualcuno non raccoglierà il testimone, vadano perdute. Ma, soprattutto, lancia l'allarme: "Attenzione le violenze in famiglia, che coinvolgono nella maggior pare dei casi anche i minori, a Rovigo sono tutt'altro che assenti"


Rovigo - “Non si vedono e di fatto non ci sono. Le politiche di genere latitano dai programmi”. Tuona, dalla sede di Federazione della sinistra, la voce preoccupata di Giovanna Pineda, assessore uscente alle pari opportunità, e candidata alle prossime amministrative per Fds a sostegno di Matteo Masin sindaco. 


“Sono seriamente preoccupata – riprende Giovanna Pineda - perchè temo per  la sopravvivenza di tutte le realtà create da questo assessorato. Mi riferisco – prosegue l’assessore – al centro donna interculturale, e il centro antiviolenza, che hanno permesso in questi anni di individuare, anche nel nostro territorio, un fenomeno diffuso di abuso e violenza sulle donne italiane ed extracomunitarie da sempre taciuto. Nella stragrande maggioranza dei casi vengono coinvolti anche i bambini. 

Al momento dell’insediamento a palazzo Nodari - ricorda l’assessore ai giornalisti presenti - il budget destinato alle pari opportunità era di mille euro accompagnato da una tradizione programmatica declinata esclusivamente al maschile. 

“E’ necessario ricordare – continua l’assessore - che generalmente le violenze vengono perpetrate dal coniuge o ex compagno, questo impedisce alle vittime di tornare a casa e sentirsi protette nelle loro abitazioni. A questo proposito segnalo che proprio in questi giorni l’assessorato alle pari opportunità ha vinto un bando regionale  per l’istituzione di una “casa rifugio”, ad indirizzo segreto, da destinare alle donne e ai bambini vittime di violenza.”

A questa vittoria si aggiunge il finanziamento ricevuto dalla comunità europea per il progetto Dafne, di cui Rovigo diventerà città pilota. Si tratta di una proposta che porterà in città un centro preposto allo studio delle nuove tecniche d’indagine e  rielaborazione psicologica dedicato alle vittime di violenza, come per esempio la terapia dello psicodramma che oggi si riscontra essere uno dei metodi più efficaci.



“Infine – conclude l’assessore – vorrei spendere due parole relativamente ai lavori di ristrutturazione della chiesetta di S. Michele. Causa delle amare polemiche suscitate da questo progetto è forse il titolo, progetto “migrante”, che ha subito scatenato le ire della destra. Mi riferisco in particolare alla propaganda elettorale posta in essere, e basata solo su questa questione, de “la destra di Storace.” La conseguenza di questa strumentalizzazione è stata la diffusione di informazioni sbagliate sia relativamente alla destinazione d’uso dell’immobile, sia alle modalità di gestione e avvio dei lavori. In primis è una bugia, quella secondo cui io non avrei coinvolto i ragazzi e la preside dell’adiacente liceo socio-psico-pedagogico e, in secondo luogo preciso che, come cita il progetto depositato, la chiesa del San Michele rimarrà alla sua attuale destinazione d’uso, cioè a disposizione di tutta la cittadinanza per convegni, dibattiti o manifestazioni di rilievo culturale e sociale, nel pieno rispetto del luogo e della sua storia. Non si tratta di un “dormitorio per immigrati”, come vorrebbe per forza far credere Marco Gianesella (coordinatore rodigino di “la destra di Storace”), ma bensì di un luogo che ha lo scopo di riunire tutte le associazioni di stampo sociale e culturale che finalmente potranno coordinarsi e organizzare eventi. La ristrutturazione coinvolge anche i cortili interni alla scuola che potranno essere utilizzati per incontri e attività tra istituto (ricordo ad indirizzo socio- prico-pedagogico) e le associazioni. In tutto questo, che non mi sembra poco, sono previsti anche undici posti letto per senza tetto, stranieri e italiani, senza distinzione.

Il 19 giugno 2008 – conclude l’assessore - si è svolto l’incontro pubblico per la presentazione del progetto “migrante”, al quale hanno partecipato tra gli altri la Caritas e rappresentanti degli studenti. 

Risulta tutto depositato agli atti, persino il discorso entusiasta del rappresentante degli studenti. Se lo vadano a leggere coloro che preferiscono credere alle chiacchiere piuttosto che ai fatti”.



Camilla Ferrari







7 maggio 2011
Bancadria 468x60




Correlati:

Fondazione Cariparo Nuove Generazioni