
I dati definitivi dell'elezione del sindaco e delle liste per il Comune di Rovigo del voto del 15 e 16 maggio. La frammentazione dello scenario politico non ha fatto bene a nessuno, ad eccezione di Michela Furin del Movimento 5 stelle che ha raccolto consensi inaspettati. Pdl in calo di 4 punti rispetto a 5 anni fa, ancora peggio il Pd. Tanti partiti nazionali, come Sel, Fds, Psi, Idv, non superano il 3% dei voti e si giocano l'eventuale seggio dopo il ballottaggio in base a chi lo vincerà. Fuori dal Comune in ogni caso Fli, Udc, Veneto Stato
Rovigo - Alle 5 del mattino l’ufficio elettorale del Comune ha dato i dati definitivi relativi alle elezioni del sindaco e dei voti di lista. Giallo, invece, sulle preferenze dei singoli candidati risolto solo alle 16 di oggi.
Quarta posizione per Giovanni Nalin (foto a lato) che personalmente come candidato sindaco gode del 6,13% dei voti, ma le cui due liste, Idv e Sel, non raggiungono singolarmente il quorum ma come coalizione parteciperanno al riparto. Quinto posto per Matteo Masin col 5,03% e sesto per Antonio Saccardin col 3,68%.
Si posizionano sotto il 3%, e quindi non si siederanno in consiglio comunale: Renato Borgato (2,89), Riccardo Rizzo (2,04), Giacomo Labarbuta (1,74). Chiudono l’elenco Mattia Giolo (0,92) e Maurizio Bordin (0,81).
La lista civica di Bruno Piva conquista la quinta posizione con 1372 voti, pari al 5,19%, sesto posto per la civica di Frigato col 5,07% e 1342 voti. Ultima lista che supera il 3% è quella della Federazione moderati di centro con 3,73% e 986 voti.
Sotto tutto gli altri. Sel, Fds, Psi, Idv, la civica vivere Rovigo di Renato Borgato, l’Udc, la civica Granzette con Cantonazzo, la lista Magaraggia, Fli, la civica Aria pulita, Veneto Stato, l’Adc, in Meta con Maurizio Bordin. Sotto i 200 voti Api, Destra per il Polesine, Fiamma tricolore, Destra Storace, Autonomisti e federalisti. Chiude l’elenco la civica Libertà e autonomia contro la chiusura della Caserma Silvestri.
Analizzando il voto dell'elettorato di centro il terzo polo, se si fosse presentato unito, avrebbe potuto ragranellare i voti di Udc, Fli, Federazione moderati di centro, Api e delle liste di Borgato arrivando a quota 10,67%, e avrebbe potuto rivestire quel ruolo di ago della bilancia al ballottaggio che tanto agognava. Invece dei 5, tra partiti e gruppi di liste, solo Federazione dei moderati di centro ha superato il quorum del 3% e parteciperà di diritto al riparto per un posto in consiglio comunale.

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