CENTRALE ENEL PORTO TOLLE (RO) Unindustria a fianco del colosso energetico. Il presidente Gambato: "L'impianto non è perso"

Tempi più lunghi, ma l'impianto non si spegnerà

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"E' importante conoscere le motivazioni della sentenza - spiega il presidente di Unindustria Rovigo Gian Michele Gambato - per modificare il progetto in modo da renderlo compatibile". Gli industriali di Rovigo si schierano a fianco di Enel. Il Consiglio di Stato ha stoppato la conversione della centrale di Porto Tolle a carbone proprio prima dell'apertura del cantiere che sarebbe dovuta avvenire a settembre


Rovigo - "La centrale Enel non è persa: le possibilità che l'impianto di Polesine Camerini venga realizzato ci sono anche se i lavori di riconversione subiranno un drastico rallentamento". Ed Unindustria Rovigo sarà a fianco dell'azienda.
E' Gian Michele Gambato, presidente degli industriali, a garantire l'appoggio della propria associazione al colosso energetico affinché si sblocchi lo stop ai lavori di riconversione dell'impianto dopo la sentenza del Consiglio di Stato di martedì 17 maggio.

Sentenza che annulla l'autorizzazione Via rilasciata dal ministero dell'Ambiente (decreto del 29 luglio 2009). "Per capire la portata di questa "bocciatura" - spiega il presidente - è necessario conoscere le motivazioni della sentenza". Solo da quel momento il colosso energetico e il territorio che ospita l'impianto saranno in grado di organizzarsi: "Si tratta di capire - aggiunge - quali possibilità di azione abbiamo".

Certo che, qualsiasi capacità di reazione avranno l'azienda e il territorio, l'effetto rallentamento sul processo di conversione sarà pesante, a detta del presidente. A questo si aggiunge il pugno di ferro di Enel che minaccia di portare gli investimenti in altri Paesi se necessario.

"Bisogna capire quali siano le effettive intenzioni di Enel - sottolinea Gambato - ma noi saremo al suo fianco per dare completamento ad un progetto che ha valenza nazionale". Quindi la centrale non è persa? "No - conclude -, in base alla sentenza vediamo come lavorare sul progetto e modificarlo in modo da renderlo compatibile a quanto stabilito dalla legge". Del resto, "l'impianto avrebbe generato per anni dei processi economici importanti non solo per il Polesine ma per tutto il Veneto".

Elisa Barion
19 maggio 2011

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