L’economia veneta è prima in Italia. Dopo la battuta d’arresto nel 2009, susseguito da un 2010 di ripresa, il 2011 sarà di assestamento per un 2012 di rilancio economico. Da traino per tutta la regione sono le aziende che commerciano con l’estero. Per la Regione Veneto è necessario attuare delle politiche di sburocratizzazione delle procedure amministrative affinché favoriscano lo scambio economico tra pubblico e privato.
A margine del convegno la consegna del Premio regionale per lo sviluppo economico veneto
Rovigo - L’economia veneta gode di buona salute, dopo la ‘batosta’ del 2009 è in
ripresa, lenta ma costante. E’ il dato emerso durante la presentazione del Rapporto annuale dell’economia regionale dell’Unione Camere del Veneto presso la camera di Commercio di Rovigo e tale notizia fa gioire il presidente camerale Lorenzo Belloni che non manca a manifestare la sua soddisfazione.
Sia il presidente dell’
Unioncamere del Veneto Giuseppe Fedalto che il suo
direttore Gian Angelo Bellati affermano che “il 2011 è l’anno di assestamento per l'economia regionale, mentre
il 2012 sarà l’anno del vero rilancio economico”.
La scottatura presa nel 2009 non è ancora stata metabolizzata dalle aziende venete che, seppur in ripresa, hanno evitato investimenti di ampliamento ed hanno optato in forme di consolidamento aziendale per la riduzione delle spese superflue. Procedure imprenditoriali che hanno salvato molto aziende, ma che al contempo non hanno dato lavoro a 15 mila persone, sopratutto a giovani. Proprio loro sono la risorsa primaria per l’economia veneta, sostiene Giuseppe Fedalto (foto a lato), “l
’indice di disoccupazione giovanile è inaccettabile il 19,1% rispetto al 4,7% del 2009 è improponibile”. La grave recessione da una parte ha indebolito il tessuto economico dall’altra ha evidenziato i punti di eccellenza del sistema produttivo. “Le aziende esportatrici e quelli più innovative hanno già trovato la strada per usciere dall’enpasse”, conclude il presidente Feldato.
Nella previsione del 2011
il prodotto interno lordo regionale dovrebbe assestarsi con una
crescita del 1,6%, al pari passo della Lombardia e delle prime regioni europee. “L'esportazione dei prodotti veneti è da traino per tutta l’economia regionale e registrano un aumento del 20% - spiega Gian Angelo Bellati - Siamo competivi con le migliori regioni della Germania e con gli Usa (nazione con le più alte tasse doganali, ndr)”.
La
ripresa economica riguarda tutti i settori eccetto le costruzioni. L’
agricoltura ha una ripresa del 7%, l’
industria manifatturiera del 6,3%, il
commercio 1,2%, il
turismo +4,6% per gli arrivi e un +0,6% per le presenze. I
trasporti aumentano del 2,4%, ed infine è aumento il credito o meglio sono aumentate le
attività di prestito del 5,6%. Il
ramo immobiliare fatica a riprendere gli investimenti che si riducono del 8,5%, il trend vede il ramo ‘nuove costruzioni’ fermo al contrario del ramo ‘ristrutturazioni’ in aumento.
Ma i dati che classificano al secondo posto il Veneto nella classifica nazionale sono determinati anche da fattori esterni alle industrie: tale benessere è determinato anche dalle
attente amministrazioni pubbliche che gestiscono in maniera oculata le risorse economiche anche se il ritardo nei pagamenti delle stesse costituisce ancora un handicap per le imprese.
Per l’assessore regionale allo sviluppo economico
Marialuisa Coppola il primo intervento necessario per facilitare il processo di ripresa passa per la “
semplificazione della burocrazie”, quindi è necessario avviare nel corso del 2011 un processo più snello per le amministrazioni pubbliche.
Isi