CONSIGLIO COMUNALE ROVIGO Seduta infuocata sull'elezione del presidente Paolo Avezzù. Critiche tra maggioranza e opposizione per l'individuazione anticipata dal sindaco Bruno Piva

L'ex sindaco è il direttore dell'assemblea

Aldo Guarnieri
Andrea Borgato
Nadia Romeo
Antonello Contiero
Federico Frigato
Giuseppe Scaramozzino
Michela Furin e Barbara Businaro
La votazione del presidente del Consiglio
La votazione del presidente del Consiglio
La votazione del vice presidente del Consiglio
Paolo Avezzù eletto presidente del Consiglio riceve l'abbraccio del sindaco Bruno Piva
Angelo Montagnolo vice presidente del Consiglio
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Primo consiglio comunale di Rovigo, prima bagarre. L'elezione del presidente Paolo Avezzù è stata motivo di ampia discussione tra maggioranza ed opposizione che non si sono lesinati critiche ed attacchi politici in aula a palazzo Nodari, martedì 21 giugno


Rovigo - Presidenza del consiglio comunale della discordia. La prima seduta della nuova amministrazione, martedì 21 giugno, si è infuocata sull'elezione del presidente Paolo Avezzù (foto a lato).
La discussione ha tenuto banco per oltre due ore perché tra maggioranza e opposizione i primi nodi sono già venuti al pettine. Alla fine il consigliere del Pdl è stato eletto con 19 voti favorevoli, due contrari, ovvero le grilline Barbara Businaro e Michela Furin, e 11 astenuti, fra cui lo stesso Avezzù.

Vicepresidente è stato eletto Angelo Montagnolo, già presidente durante la precedente amministrazione, con 26 voti favorevoli, zero astenuti e 6 contrari, ovvero i cinque consiglieri legisti, per protesta contro l'opposizione astenutasi su Avezzù, e lo stesso Montagnolo, in segno di fair play.

La coalizione che ha individuato in Paolo Avezzù l'uomo adatto all'incarico è stata duramente attaccata dall'opposizione perché il suo nome era stato indicato dal sindaco Piva con largo anticipo rispetto alla data del consiglio comunale e comunicata lo stesso giorno in cui erano stati ufficializzati i nomi degli assessori, sabato 11 giugno (leggi articolo).
Ma il regolamento del consiglio comunale prevede che l'elezione del presidente debba avvenire in aula con voto palese.

Ecco quindi che alle parole del consigliere Pdl Aldo Guarnieri: "Propongo come presidente del consiglio Paolo Avezzù" sono seguiti una serie di interventi più o meno al vetriolo di quasi tutti i consiglieri di opposizione. Primo fra tutti Federico Frigato del Pd, che aveva promesso un'azione "fastidiosa" contro la maggioranza: "Il modo in cui è avvenuta l'indicazione di Avezzù, sebbene sia frutto di accordi tra partiti, è irrispettoso sia per la minoranza sia per la maggioranza" ha tuonato.

A queste affermazioni ha replicato il consigliere leghista Antonello Contiero che ha dato spettacolo attaccando duramente Frigato. Al "Contiero show" (leggi articolo) ha fatto seguito la proposta di Barbara Businaro del Movimento 5 stelle che ha proposto all'aula come presidente Angelo Montagnolo "per il lavoro sulla trasparenza svolto durante la precedente amministrazione, in merito alle presenze dei consiglieri in consiglio e alla pubblicazione dei loro redditi".
Giuseppe Scaramozzino del Pdl ha confermato la scelta di Avezzù, al che Giovanni Nalin di Sel-Idv ha espresso forti perplessità per la sottovalutazione del ruolo del consiglio. Per Andrea Borgato del Pd era necessario puntualizzare il rischio di attentato alla democrazia mentre Nadia Romeo, Pd, ha ridimensionato la questione parlando di "scivolone" del sindaco Piva, sottolinenando che le contestazioni dell'opposizione erano sul metodo e non sulla persona.

Il primo cittadino ha tagliato la testa al toro: "Non volevo mancare di rispetto al consiglio - ha esordito - il mio era più che altro un auspicio che Avezzù fosse eletto presidente". Fatto sta che l'opposizione si è astenuta, e per ripicca, i legisti hanno votato contrari a Montagnolo. I giochi comunque si sono chiusi secondo previsioni e con le rassicurazioni di Avezzù di essere un presidente "super partes".

Elisa Barion
21 giugno 2011

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