Promesse tradite. Che fossero scritte o dette, il coordinamento provinciale del Pdl sembra far fatica a mantenerle tutte. In politica tutto è lecito, ma c'è chi ci rimane male. Da Rovigo, ad Adria, fino a Rosolina, i delusi si possono contare. E a Badia Polesine si vedrà
Rovigo - E' in questo momento, a bocce ferme ed elezioni concluse, che si
verifica la solidità delle promesse strette in campagna elettorale. Rovigo, Adria, Badia, Rosolina: in ognuno di questi comuni il Pdl ha creato del malcontento. Documenti e parole del Pdl pare non abbiano alcun valore e la dimostrazione è sotto gli occhi di tutti.
Tra gli
accordi saltati a piè pari, ma nel momento del bisogno scritti e controfirmati, ci sono
quelli prelettorali, finalizzati alla vittoria del Comune di Rovigo, con Renato Borgato e Roberto Magaraggia che, dopo l'esito positivo del voto non sarebbero neanche stati contattati per un ringraziamento. Se da una parte Borgato spiega di essere stato leale dopo l'apparentamento mentre le sue richieste non sono state tenute in considerazione, dall'altra Magaraggia raggiunto telefonicamente, si barrica dietro un silenzio impenetrabile: "Mi sono preso due mesi di silenzio sabbatico. A settembre rientrerò nella vita politica cittadina".
A
Badia Polesine, la giunta di Gastone Fantato è stata fatta cadere dal notaio (
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L'apoteosi delle promesse mancate è il documento dei patti pre-elettorali per la vittoria del Comune di Rovigo, di cui si è più parlato, quello stretto il 21 aprile scorso con il
gruppo ex Forza Rovigo (
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Infine ci sono dei signori, che si fidano delle promesse a parole, dette dalle persone che rappresentano il partito, il Pdl. E' il caso di Aldo Rondina ad Adria, tanta è la delusione della mancata promessa che dopo decenni di onorata carriera politica locale, si è dimesso da consigliere comunale. "Avevo deciso di non candidarmi più - spiega -, dopo la caduta della prima giunta Barbujani. Mi è stato chiesto di entrare in lista con il Pdl ed ho accettato solo a patto di mettere la mia esperienza a disposizione dell'amministrazione come presidente del consiglio comunale. Questa promessa è stata disattesa".
Ci si chiede perché Pierangelo Avanzi sia uscito dal Pdl, dove era capogruppo in consiglio provinciale, per confluire nel gruppo misto? Ancora una parola data disattesa. Alla base dello strappo ci sarebbe il mancato rispetto della promessa di attribuirgli un assessorato a Rosolina, nella giunta vincente di Franco Vitale.