CENTRALE ENEL PORTO TOLLE (ROVIGO) Cils, Regione e Confindustria pienamente concordi sulla riconversione a carbone

Tutti vogliono l'inizio del cantiere

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Sindacato Cisl, Regione Veneto e Unindustria concordi nella riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle. Zaia: "Inauguriamo oggi il più grande insediamento industriale del Veneto". Gianmichele Gambato: "Cisl, Regione e Confindutria sono totalmente concordi"


Porto Tolle (Ro) - E’ il sindaco di Porto Tolle, Silvano Finotti il primo politico a prendere l’intervento sulla questione centrale. “Mai come in questi ultimi tempi il Polesine è stato sui giornali. Questo poiché l’argomento centrale di Polesine Camerini è di valenza nazionale stante anche la problematica energetica italiana. Da noi a Porto Tolle da oltre 30 anni a questa parte oltre a pesca e agricoltura ad offrire posti di lavoro c’è la centrale Enel. Questo grande impianto è vetusto ma va ripreso in un momento di forte crisi economica. Bisogna però iniziare a definire i tempi della riapertura del cantiere”.
La presidente della Provincia, Tiziana Virgili ha evidenziato come oramai si sia arrivati al dunque nel momento più strategico. “La centrale ha un’enorme importanza economica per tutta la nostra provincia. Occorre però una regia nazionale sempre in collaborazione con il territorio che deve saper accettare, valorizzare e accogliere quello che verrà. Il tutto in un’azione di sinergia condivisa per la salvaguardia dell’economia locale”.
Il sindaco di Rovigo, Bruno Piva ha posto l’accento sul fatto che lavoro e ambiente non sono affatto due cose contrapposte e che con la volontà si può fare tutto.

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia ha voluto ringraziare a più riprese i lavoratori sostenendo che se non ci fossero bisognerebbe inventarli. “In Veneto ci sono 142.000 persone che devono lesinare per avere un posto di lavoro da 1.200 – 1.300 euro mensili e queste vanno rispettate. L’Italia è diventato un ufficio complicazioni, dove se ti bocciano il figlio si ricorre al Tar … Questa è una partita che garantisce posti di lavoro fino a 3.500 unità per i prossimi 6 anni, in quello che sarà il più grande stabilimento veneto. Ora ci devono lasciare in pace, anche perché stiamo parlando di un investimento che con tutto l’indotto vale 3 miliardi di euro. Il Polesine non lo vediamo come una discarica. Oggi la nostra regione produce a fatica 15.000 Giga di elettricità con il 31% derivante dai 30.000 impianti mini fotovoltaici”.
Il governatore del Veneto ha concluso auspicandosi una maggiore democrazia energetica, in quella che a suo dire sarà la terza rivoluzione industriale.

Il presidente di Unindustria Rovigo, Gianmichele Gambato al termine dell’intensa mattinata di dibattito ha commentato che si è trattato di una giornata più che positiva per vari aspetti.
“In particolar modo sono due i fatti da porre all’attenzione: il primo che l’Enel ha ribadito il concetto che la centrale va fatta e il secondo che la Regione Veneto appoggia la riconversione a carbone. Quando un Paese è costretto ad un usare un commissario per le opere pubbliche vuol dire che si auto commissiona e quindi che fallisce. Il Paese non può andare avanti così. Dobbiamo essere competitivi non solo a livello economico ma anche burocratico. Vedere allo stesso tavolo le parti sociale, politica e imprenditoriale con idee tutte uguali e condivise significa che qualcosa è cambiato…”

Marco Scarazzatti
7 luglio 2011
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