COLDIRETTI ROVIGO Assemblea nazionale a Roma. Mauro Giuriolo neopresidente provinciale spiega i nuovi traguardi dell'associazione

Col buonsenso si possono raggiungere ambiziosi obiettivi

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Al Palalottomatica di Roma, giovedì 7 luglio, si è svolta l'annuale assemblea nazionale di Coldiretti. Per Mauro Giuriolo si è trattata della prima assise nazionale in veste di presidente provinciale dell'associazione. I temi principali trattati nel corso del meeting riguardano la valorizzazione del made in Italy alimentare e l'etichettatura obbligatoria dei prodotti



Rovigo - Economia reale, lancio della catena delle “Botteghe di Campagna amica”, etichettatura per valorizzare l’agroalimentare italiano sono le tematiche toccate dall’assemblea nazionale Coldiretti “L'Italia del buon senso”, che si è svolta Roma giovedì 7 luglio, e a cui ha partecipato una folta delegazione polesana di rappresentanti dell'associazione.


“Dobbiamo recuperare il primato della politica sopra l’economia e la finanza – dichiara il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, di ritorno dall’assemblea nazionale di Coldiretti a Roma – La politica deve interpretare i bisogni dei cittadini e fare regole per far funzionare l’economia reale alla quale la finanza deve porsi a servizio. Aver invertito questa gerarchia di valori ha portato alla volatilità dei prezzi che danneggia imprese e consumatori, dove la finanza specula sul cibo, in un mercato senza regole. Facciamo emergere l’Italia del buon senso – ha aggiunto – di cui è ricco il paese e che non merita di essere rappresentato solo dalla crisi etica della vita pubblica”.

Ad inaugurare l’assise, nell’esposizione “I valori della nuova manualità” c’erano anche i prodotti dell’azienda agricola “Struzzo 2000” di Rosolina, certificata da Campagna amica: ventagli di piume di struzzo dipinte con colori naturali, molto richieste dalle sciantose del burlesque e dalle ballerine del carnevale brasiliano, piumaggi e uova decorate a mano. L’azienda polesana affiancava altri esempi di imprenditoria creativa, a significare che l’agricoltura è anche innovazione non convenzionale, soprattutto quando i giovani assumono la gestione delle aziende.

"Non è vero che in agricoltura non c’è ricambio generazionale – commenta Giuriolo – perché è l’unico settore dove, negli ultimi 15 anni non è diminuita la percentuale di giovani under 30 titolari d’azienda. E sono giovani con progetti imprenditoriali invidiabili".



Sul fronte della valorizzazione del prodotto italiano l’etichettatura è irrinunciabile, secondo Giuriolo. “L’Italia – dichiara il presidente - deve avere il coraggio di applicare la legge nazionale sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza su tutti gli alimenti approvata dal Parlamento all’unanimità lo scorso anno e che si è dimostrata lungimirante rispetto al regolamento del Parlamento europeo.

Il “made in Italy” ed il rafforzamento della distintività dell’agroalimentare sono incompatibili con l’Ogm. La decisione dell’Europa – conclude Giuriolo – di consentire ai singoli Stati di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati per “motivi ambientali” rafforza la decisione dell’Italia di chiedere l’applicazione della clausola di salvaguardia a livello comunitario per mantenere il territorio libero dal biotech”.

9 luglio 2011

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