Festeggiate le 45 primavere del coro monte pasubio di Rovigo nella splendida cornice di Villa Badoera. A condurre il concerto il mitico maestro Bepi De Marzi
Fratta Polesine (Ro) - Un concerto dalle mille emozioni ha visto festeggiare mercoledì sera in
villa Badoer i 45 anni di vita del coro Monte Pasubio di Rovigo. Davvero unica la scenografia con la villa palladiana "colorata" nelle sue maestose colonne con luci risplendenti il tricolore italiano in quello che è stato sia un omaggio ai
150 anni di Unità Nazionale ma anche una celebrazione per il coro rodigino che proprio quest'anno è stato definito "gruppo di interesse nazionale".
Nei primi sette mesi di quest'anno il
Monte Pasubio ha già preso parte ad oltre 20 concerti. Giorgio Ferrari è l'unico componente ad avere vissuto tutti i 45 anni del coro. "E' una formazione che si è sviluppata dentro di noi - ha ricordato uno dei componenti
Claudio Garbato - E che si è consolidata nei valori più semplici di amicizia e solidarietà. Da qui troviamo la nostra forza e continuità. Siamo una realtà collettiva e sociale".
Il concerto del quarantacinquennale è iniziato con un doveroso omaggio all'
Inno di Mameli per poi proseguire con i ricordi delle nostre montagne ma anche di quei politici che 60 anni fa fondarono la Repubblica Italiana. A dare quel tocco in più alla serata ci ha pensato la squisita verve non solo musicale ma anche culturale del grande
Bepi De Marzi un vero e proprio patrimonio del nostro Veneto. "Mi trovo in questa villa che è a dir poco un incanto oltre che essere un luogo che mette i brividi - ha sottolineato il maestro vicentino - E pensare che davanti a noi scorre un canale sul quale giungevano con la loro barca i nobili veneziani che manco si godevano il paesaggio circostante. Qui dentro è possibile apprezzare il fruscio delle magnolie che chissà quanti sussulti hanno sentito nel corso dei secoli".
Dopo
"La Strada de le Piope" e l'Inno di Mameli è stata la volta di due canzoni dedicate alla montagna
"Fodom" e
"Montagnese Valdotaines" seguite da
"Belle Rose du Printemps" omaggio all'amore con
"Rapsodia Popolare" che è un concentrato di canzoni popolari di una volta.
"Daur San Pieri" e
"La Casa" sono ancora dedicate al nostro territorio mentre
"Kumbaya" è un ricordo rivolto agli schiavi d'America ma anche agli immigrati di adesso che giungendo in Italia soffrono per non poter più ammirare il tramonto tropicale dei loro Paesi.
Il
Comune di Fratta Polesine per mano del sindaco
Riccardo Resini e della presidente della Provincia
Tiziana Virgili dona al Monte Pasubio una targa celebrativa per i 45 anni di intensa attività, mentre Bepi De Marzi viene omaggiato con una serie di pubblicazioni. "Fortunati voi di Fratta che avete tanti ricordi che mettono magia. Penso a Cornoldi e a Matteotti... Se
Gian Antonio Cibotto sapesse che mi porto a casa tutti questi libri sul Polesine, lui che con i suoi racconti ha contribuito a pubblicizzare questa terra prima con il libro capolavoro del
'900 sull'alluvione del 1951 e poi con i suoi magnifici racconti. Il Polesine è una terra fantastica dove il mare si confonde con la terra e che è poesia solo a respirarlo. Terra che sa di acqua pigra, ristagna di aironi, di mare, di coltivazioni".
Gli ultimi tre brani della scaletta sono
"Valore Alpino",
Benia Calastoria" e
"Polesine" poi seguono quattro bis. Tra questi
"Signore delle Cime" dedicata ai nostri soldati che tornano dalla guerra e si fermano a Roma..
"Gli alpini oggi sono l'unità d'Italia!" Questo è quanto afferma De Marzi prima dell'ultimo brano "Montagne Mie".
Concerto durato un paio d'ore che ha visto il coro diretto dal maestro Pierangelo Tempesta ricevere scroscianti applausi da parte dei circa 500 convenuti.
Marco Scarazzatti