Adria (Ro) - Nuovo allarme per l'ambiente ad Adria. Nel giorno del sopralluogo per il piano delle alienazioni, l'associazione ambientalista, oltre a mettere in evidenza la carenza di verde pubblico, segnala le domande ricevute dal Comune per la
che inquinerebbero più di una centrale a carbone.
Questa mattina l'incontro del circolo Legambiente Adria e Delta del Po, dove ha partecipato rapidamente il sindaco Massimo Barbujani, con alcuni membri della maggioranza: il consigliere Antonio Scarda, ex assessore al bilancio nella precedente giunta, gli assessori Lorenzo Maltarello e Fabio Panetto, oltre al tecnico comunale il geometra Giuliano Martini.
Nel mirino dell'associazione ambientale il parco di Corte Guazzo e il bosco di pianura, inseriti tra i beni cedibili ai privati secondo il piano dei beni alienati dal Comune, come predisposto dal commissario prefettizio.
“Al momento la precedenza ed il nostro interesse vanno su altre aree – rassicura Scarda -, come piazzale Rovigno, a destinazione uso commerciale, al centro commerciale il Porto. Per le altre aree è sempre il consiglio comunale a vincolare la destinazione d'uso che al momento non sarà rivisto”, ovvero quella di area verde.
I quattro ettari di terreno di Corte Guazzo, invece, dovrebbero andare direttamente all'Ulss 19, che aveva già costruito i fabbricati in una parte dell'area, dove vengono ospitate persone con disabilità: “Abbiamo una convenzione con l'azienda sanitaria – continua Scarda – quindi si tratterà di fare una permuta, ma prima sarà fatta una stima da parte dell'agenzia del territorio”; tra le cooperative sociali, inoltre, ci sarebbe un interesse per utilizzare il bosco di pianura come zona didattica. Ma Legambiente vorrebbe la realizzazione di un parco pubblico, come aveva ipotizzato l'allora candidato sindaco Barbujani, gestito anche con l'ausilio dei volontari: “Vendere un'area che potrebbe essere il futuro parco della città – commenta Leonardo Conte, vicepresidente del circolo di Legambiente locale – va contro i diritti dei cittadini”; assicurando che l'associazione si metterà in moto per evitare la vendita del bosco di pianura, vicino alla zona industriale.
E qui arriva la segnalazione. “Sappiamo che sono state fatte quattro domande complessive –spiega Leonardo Conte (foto nell'articolo), vicepresidente del circolo di Legambiente locale – due a olio vegetale ed una ad olio di colza, da 50 mW l'una, che dovrebbero funzionare come un motore a diesel, queste inquinerebbero ancora di più di una a carbone, mentre la quarta è una turbogas”; i siti interessati sarebbero nella zona di Ca' Bianca, Cavanella Po e Bottrighe, tutte comunque all'interno del comune adriese.
Nel corso della mattinata gli ambientalisti, a seguito delle segnalazioni dei cittadini, hanno fatto un giro di controllo ai giardini Zen, dietro il teatro, all'interno del quale, ultimamente, passano diversi mezzi pesanti per i lavori di restauro della sede municipale, creando disagi ai frequentatori abituali, di solito mamme con i bambini e danneggiando il verde pubblico.
“Avanti così – continua Conte, indicando i rifiuti abbandonati in mezzo all'erba –
resteremo senza giardini, dato che questo patrimonio verde pare non venga tutelato”.
Nicola Cappello