Lo spettacolo dell'attrice padovana Nicoletta Maragno si chiama "Malamorenò: storie vissute e testimonianze di donne maltrattate" e fa parte del programma di eventi "Estate in villa Badoer" (leggi articolo). Racconta storie di donne e di volenza per rompere il muro del silenzio che le circonda
Fratta Polesine (Ro) - Il quarto appuntamento previsto nel cartellone degli spettacoli della sesta edizione di "Estate in Villa Badoer" prevede per venerdì 22 luglio dalle 21.30 (ingresso libero) il reading spettacolo "
Malamorenò: storie vissute e testimonianze di donne maltrattate" a cura di
Nicoletta Maragno.
La serata è stata voluta dall'assessorato comunale di Fratta alle pari opportunità.
“Malamorenò” è il racconto di storie vere di donne che fanno sentire la propria voce, testimoniando come la violenza abbia tante facce: da quella subita tra le mura di casa, a quella psicologica di chi ti piega al suo volere, a quella infine assodata e accettata come fatto culturale. E’ un modo per rompere il silenzio, per guardare il problema direttamente con gli occhi di chi l’ha vissuto sulla propria pelle, per infrangere i muri di omertà che spesso diventano prigioni, per fare emergere quella sorta di terra di nessuno, in cui si è prive di qualunque riferimento alternativo.
In Italia
negli ultimi dodici mesi, un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Per le più giovani, ancora oggi, la violenza è la prima causa di morte. La violenza subita lascia la sensazione di essere indelebilmente “sporche” e “diverse”, vergognose del proprio corpo, colpevoli per non essere riuscite a difendersi e per avere in qualche modo “provocato” il maltrattamento. E tutto questo avviene quasi sempre nel silenzio: il silenzio è il peggior nemico delle donne. È nel silenzio che si perpetuano le peggiori violenze. È nel silenzio che domina il padrone di un’anima e di un corpo, resi muti dalla paura. È importante fare sentire a queste donne che possono “farcela”: ricostruirsi una vita “normale”, riuscire ad accettare il fatto che la violenza subita non sempre si può cancellare, ma si può imparare a “gestirla”, concludere studi interrotti, inserirsi in ambiti lavorativi, ricostruirsi con successo una vita affettiva. È importante fare sentire che siamo, in ogni caso, dalla loro parte.
Nicoletta Maragno è un’attrice di teatro e cinema padovana d’origine e milanese d’adozione: si è infatti
diplomata alla scuola del Piccolo Teatro diretta da Giorgio Strehler (1990) dove ha continuato a lavorare con il suo maestro in spettacoli nazionali e internazionali come “Arlecchino servitore di due padroni”, “Il Campiello”, “Faust”, “Madre Coraggio di Sarajevo”. Nel teatro ha lavorato a fianco anche di altri registi e attori tra cui Maurizio Scaparro, Giorgio Albertazzi, Egisto Marcucci, Valeria Moriconi, Carlo Giuffrè, Pino Micol, Roberto Citran e Giancarlo Previati mentre nel cinema è stata diretta da Carlo Mazzacurati (“La giusta distanza”, 2007) e Silvio Soldini (“Cosa voglio di più” nel 2009, “Giorni e nuvole” nel 2007, “Agata e la tempesta” nel 2003, “Le acrobate” nel 1997).
Da diversi anni partecipa al
Festival della letteratura di Mantova con la scrittrice Antonia Arslan, autrice del celebre libro “La Masseria delle Allodole”, con la quale ha sviluppato un progetto sulla letteratura femminile sommersa dei primi Novecento.
Negli ultimi lavori teatrali Nicoletta centra temi d’interesse sociale legati alle politiche di genere e alle pari opportunità: da questi sono nati i suoi spettacoli sulla maternità “M’ama?” e il nuovo lavoro sulla violenza contro le donne “Malamorenò” premiato il 26 marzo 2011 dal Comune di Padova.
Marco Scarazzatti