La violenza sulle donne non ha nazionalità. Lo testimonia lo spettacolo-monologo di Nicoletta Maragno andata in scena a Villa Badoer di Fratta Polesine (Ro). La violenza è la prima causa di morte, ma il 92% delle donne non denuncia ciò che loro accade. Maragno usa la metafora della topolina e il gatto, legata alle donne che scelgono l'uomo sbagliato forse perchè ingenue
Fratta Polesine (Ro) - Ancora una volta
Nicoletta Maragno con il suo modo di fare teatro in maniera molto diretta e coinvolgente ha saputo entrare nelle coscenze del pubblico presente
in villa Badoer di Fratta Polesine, presentando il suo ultimo lavoro "Malamorenò". Si tratta de
l racconto di storie vere di donne che fanno sentire la loro voce, testimoniando come
la violenza abbia tante facce: da quella subita tra le mura di casa a quella psicologica di chi ti piega al suo volere, a quella infine assodata e accettata come fatto culturale.
Cinque i monologhi interpretati dall'eccellente attrice padovana di nascita e milanese di adozione: "La storia di un abuso" che tratta il tema dell'abuso infantile attraverso la testimonianza diretta di una donna che ne è stata vittima durante la preadolescenza; "Spaghetti al sugo" che affronta l'argomento della violenza domestica, fenomeno in crescente aumento, attraverso una storia vera scritta da Saveria Chemotti; "L'amante segretaria" tratta in modo comico il tema della sopportazione delle donne tramite un racconto di Alessandra Faiella; "Le fidanzate di Allah" tratta il tema della violenza psicologica attraverso la testimonianza della giornalista russa Julia Juzik che ha indagato sulle donne kamikaze cecene, plagiate per essere trasformate in donne-bomba; "La storia di Suad" racconta di una ragazza cisgiordana vittima della violenza culturale, che si trova di fronte al fenomeno del delitto d'onore.
La Maragno esordisce con la
metafora della topolina e il gatto, legata alle donne che spesso scelgono l'uomo sbagliato forse perchè ingenue, piccole, giovani o predisposte al martirio...
"A volte la memoria può diventare la peggior cosa persino del peggiore degli abusanti. Chi subisce un abuso diventa una persona diversa specie se non viene creduta dalla mamma. Le donne però sono presuntuose perchè sperano sempre di far diventare il gatto un topo. Per
millenni le donne hanno rinunciato al lavoro, al voto, a scegliersi o non scegliersi il marito, allo studio e a tutta una serie di diritti. Sono quasi 3 i milioni di donne che hanno subito violenza in famiglia. Il 77% delle violenze criminali resta impunita e il 58% viene compiuta da italiani. Solamente l'1,5% dei casi denunciati ottiene giustizia, forse anche per questo motivo il 92% delle donne non denuncia alcun tipo di violenza subita. Nel mondo medio orientale molto spesso gli uomini che uccidono le donne per delitto d'onore sono considerati degli eroi e al massimo il giudice infligge loro una pena di sei mesi di galera. I delitti d'onore sono stati in 6.000 casi all'anno...".
In Italia nell'ultimo anno un milione di donne ha subito violenza fisica o sessuale. Si tratta per lo più di giovani. Ancora oggi la violenza è la prima causa di morte.
Marco Scarazatti