Il teatro Sociale grazie alle coproduzioni, proporrà 5 titoli per la prossima Stagione lirica; il Comune rivedrà il contributo all'Accademia dei Concordi per razionalizzare meglio le risorse del settore; l'amministrazione cerca nuove proposte culturali fondando un comitato di giovani laureati in materie umanistiche. L'assessore comunale Anna Paola Nezzo racconta i propri progetti
Rovigo- “Non ci sono spazi!”, “no, te lo dico io, non c’è la volontà, e la conoscenza!”, “il teatro di ricerca a Rovigo, purtroppo, non ha futuro!”, “no, non c’è attenzione alle arti figurative!”, “a Rovigo non si conosce il professionismo artistico, ma fuori di qui….”, “e l’amatoriale?” “deve avere gli spazi!”, “Scusa, chi organizza questa rassegna?” “la compagnia il Mosaico”, “e quest’altra?’” “il Mosaico”, “e va beh e allora però?”. Sono solo frasi sentite e udite a Rovigo, sintomo di un malessere. Chi le ha dette? I giovani, gli artisti, professionisti e non, tutti rodigini però. Sono quelli che girano l’Europa, un po’ per studio un po’ per lavoro, un po’ per dire basta ad un Paese e ad una città poco inclini all’ascolto delle loro esigenze. Una città che per quanto riguarda la cultura tendende tradizionalmente, a sopportare e supportare le realtà culturali tradizionali del territorio e spesso soccombe sotto le loro redini. Dunque realtà “che già ci sono”, che hanno certamente meriti, ma anche ampi spazi e importanti richieste economiche. Una tradizione, la gestione della cultura rodigina, che difficilmente investe, concede, e rischia, sul nuovo. Dunque quel “si fa con quello che c’è”, detto alla presentazione ufficiale della giunta del neo assessore alla cultura Anna Paola Nezzo, un attimo di inquietudine, a dire il vero, la provoca.
Se il progetto è quello di fare “con ciò che già c’è” non si rischia di dimenticare il fatto che la cultura deve avere anche un valore intellettuale e o artistico profondo, e di qualità?"E’ necessario dare spazio alle risorse del territorio – risponde l’assessore Nezzo - le associazioni culturali, per esempio, ci sono, sono molto vivavaci e garantiscono cultura, ma fanno sempre fatica ad emergere. Rovigo, purtroppo, non essendo città universitaria, deve mettere il naso fuori dalle mura anche per organizzare una conferenza e ospitrare docenti e studiosi. A Rovigo in più manca il fermento e la vivacità dei giovani studenti. Io penso invece che per la qualità artistica e culturale ci siano già gli spazi preposti. C’è il teatro Sociale, che vedrà come ogni anno i grandi nomi nazionali per la stagione di prosa, c’è la lirica, c’è l’Accademia e c’è il nostro conservatorio, i cui allievi si esibiranno in quattro serate nel centro storico. Non mi sembra poco.
Anche il teatro amatoriale fa cultura e va incentivato, imparare una parte e recitarla, è già fare cultura. La cultura è un momento che ognuno dedica a se stesso, sia chi sta sulle assi del palco o dipinge, fotografa, studia, sia per chi ascolta e osserva".
Parliamo un momento di professionisti. Non tutti i professionisti del teatro hanno grandi nomi, eppure vivono d’arte e spesso di ottima arte, a questi artisti e fruitori teatrali rodigini cosa può dire?"Rispondo che il malessere in cui versa l’economia per lo spettacolo ci ha concesso quest’anno di trovare una via vincente per la lirica, che è la coproduzione, ma Rovigo ancora non può permettersi di produrre prosa. Devono essere gli artisti ad entrare nei circuiti di giro e noi faremo il possibile per valorizzarli".
Qual è il suo progetto? "Credo che Rovigo sia una città molto acculturata, le scuole rodigine sono di alto livello, abbiamo molti laureati. Rovigo è pronta ad accogliere input sia da dentro che da fuori. C’è una idea da mettere in pratica. Vorrei creare dei comitati di laureati, lauree ovviamente di carattere umanistico, per delineare proposte fresche, nuove, per creare contatti anche con i loro docenti in altre città. Insomma vorrei dar vita ad uno spazio intellettuale e progettuale che leghi diversi giovani del territorio, uniti dallo scopo di fare proposte culturali, le più diverse, per poi realizzarle, nei limiti del possibile".
Nei giorni scorsi è giunta la notizia che il Comune vorrebbe rivedere i termini che regolano il rapporto economico tra Accademia dei Concordi e comune, riassunti nel Legato Gnocchi. Tale accordo prevede che su una spesa variabile il comune si impegni all'esborso in favore dell’accademia del 50% della spesa annuale. Come la vede?"Devo ancora approfondire l’argomento e documentarmi con attenzione, comunque, sì, credo sarà necessario rivedere e concertare insieme, di comune accordo, l’apporto di alcune modifiche".
Camilla Ferrari