Due ore e mezza di spettacolo a Villa Badoer. I ballerini bulgari di Sofia hanno messo in scena un'ottimo spettacolo interpretando al meglio delle loro capacità il "Don Chisciotte". Lo spettacolo rientrava nel cartellone della rassegna Estate in Villa ed era atteso come spettacolo di punta
Fratta Polesine (Ro) - Nonostante la temperatura non fosse certamente delle più miti, anzi tutt'altro, venerdì 29 luglio in villa Badoer 350 spettatori hanno ugualmente preso parte allo spettacolo di danza "
Don Chisciotte" portato in scena dal
Balletto nazionale di Sofia. Si è trattato di un balletto in tre atti con prologo, in quello che era l'evento di maggiore rilievo inserito nel calendario della sesta edizione di Estate in villa Badoer.
Musica di Leon Minkus, coreografie di Marius Petipa, Alexander Gorsky, Vahtang Chabukiani, direzione e regia Peter Lukanov, scenografie Ivan Popov, costumi Cvetanka Petkova-Stoynova e nel ruolo di Don Chisciotte un grandissimo Yordan Krastev.
Don Chisciotte,
un eccentrico gentiluomo di campagna, lettore dei cavalieri erranti medievali, sogna la sua nobile dama Dulcinea, per la quale combatterà le sue battaglie. I suoi sogni sono bruscamente interrotti da
Sancho Panza, che sta fuggendo dopo aver rubato un pollo, inseguito da alcune serve. Don Chisciotte lo nomina immediatamente suo scudiero e insieme a lui parte per avventure cavalleresche di guerra e amore.
Kitri figlia dell'oste Lorenzo, è alla ricerca del suo innamorato, il barbiere Basilio, che incontra sulla piazza del villaggio. Le loro allegre danze si fermano improvvisamente all'apparire del padre di Kitri, che vuole costringerla a sposare il nobile e ricco Gamache. Kitri rifiuta decisamente.
Nel frattempo sopraggiungono Don Chisciotte e il suo servo Sancho e Lorenzo offre loro ospitalità nella sua locanda. La gente del villaggio continua a danzare allegramente, prendendo in giro Sancho, finché il padrone non interviene in suo aiuto. Ammirando
Kitri, Don Chisciotte ravvisa in lei l'adorata Dulcinea e galantemente le offre il braccio per un minuetto. A Gamache - furioso - non rimane altro che partecipare alle danze. Protetti dalla confusione, Kitri e Basilio riescono a fuggire. Kitri e Basilio trovano rifugio in un mulino a vento, dove vengono assaliti dagli zingari, che si accorgono subito che i due non possiedono niente e spostano la loro attenzione su Lorenzo e Gamache. Gli zingari, intanto, inscenano un pezzo di teatro per marionette nel quale si narra come l'amore di
Kitri e Basilio è contrastato dalle trame del padre della giovane e di Gamache. Don Chisciotte accorre in aiuto degli oppressi e distrugge il teatrino. L’attenzione di Don Chisciotte viene però improvvisamente attratta dal mulino a vento, che la sua fantasia trasforma in un gigante nemico da combattere. Ma le pale del mulino lo gettano a terra, viene spaventato dagli zingari, per l'occasione travestiti da mostri, mentre Kitri e Basilio fuggono nuovamente. In stato di semi-incoscienza Don Chisciotte sogna di essere trasportato in un giardino incantato, come premio por il suo coraggio e la fedeltà dimostrata. La regina delle Driadi lo conduce da Dulcinea, alla quale egli dichiara il suo amore. Ma la visione svanisce all'improvviso. Kitri e Basilio, rifugiatisi in una taverna, festeggiano il loro incontro con gli amici, ma sono raggiunti da Lorenzo, Gamache,
Don Chisciotte e Sancho Panza. Lorenzo è più che mai deciso a dare sua figlia in sposa a Gamache. Disperato, Basilio tenta di salvare la situazione con un trucco e simula il suicidio, mentre Kitri implora l'aiuto di Don Chisciotte. Questi costringe Lorenzo a benedire i due innamorati, prima che la morte li separi per sempre. Ma appena ricevuta la sospirata benedizione, Basilio svela l'inganno, rialzandosi più vivo che mai. Indignato, Gamache sfida a duello Don Chisciotte, che ritiene responsabile dell’accaduto, ma ne esce sconfitto. Tra i festeggiamenti e il gran finale Don Chisciotte e il suo scudiero ripartono in cerca di nuove avventure.
Al termine delle due ore e mezza di ottima danza si è registrata una standing ovation di quasi dieci minuti da parte di un pubblico che seppure accorso meno numeroso rispetto alle attese, ha comunque dimostrato di gradire molto lo spettacolo partecipando sempre molto attivamente a tutte le vicende rievocate sul palco dalla magnifica compagnia bulgara.
Marco Scarazzatti