MUSICA VILLADOSE (ROVIGO) Polemiche sul festival Voci per la libertà. L'associazione si difende: "Continueremo nonostante tutto"

Cambia la sede ma non la manifestazione

Michele Lionello e Javier Gonzalez Diez premiano Simone Cristicchi
MEDICA PORTO VIRO 730x90

La Provincia di Rovigo perde un'altra manifestazione che la propiettava nel panorama nazionale. Dopo la Fiera delle parole (leggi articolo) anche il festival Voci per la libertà, da poco terminato, se ne va dalla piazza che per 14 edizioni l'ha ospitato, Villadose. Il motivo? Secondo qualche esponente politico è troppo "di sinistra", tanto più dopo le polemiche per il premio Amnesty 2011 a Simone Cristicchi per la canzone "Genova brucia" (leggi articolo)


Villadose (Ro) - "Noi ci crediamo e per questo continueremo, nonostante tutto; non sappiamo dove, come e con chi, ma sicuramente continueremo". Sono amari i toni della nota con cui l'associazione Voci per la libertà interviene sulle polemiche relative alla manifestazione da poco conclusa.
Il festival, che si è tenuto a Villadose, è al centro di un acceso dibattito politico: qualcuno ha tacciato l'iniziativa di essere troppo "di sinistra", in particolare dopo il premio Amnesty 2011 assegnato a Simone Cristicchi per la canzone "Genova brucia", da cui l'amministrazione comunale di Villadose aveva preso le distanze.

Ecco quindi che i componenti dell'associazione sono pronti a lasciare la "piazza" che da 14 edizioni li ospita perché "mai come durante questa edizione la cattiveria ha colpito la manifestazione, infangando quanto è stato fatto e rivolgendo, soprattutto con le ultime uscite, un’offesa a quanto, da 50 anni, Amnesty international ha fatto. Eravamo soddisfatti del progetto - spiega la nota - che proietta una piccola realtà di provincia nel panorama nazionale. Invece è stata vittima di attacchi, polemiche e pregiudizi per i quali non abbiamo nemmeno più la forza di rispondere, tanta è la desolazione lasciata da tali affronti".

Per Voci per la libertà si doveva porre l'accento sull'operato di Amnesty, sulla difesa dei diritti umani, anziché sferrare "attacchi gratuiti": "Suona strano doversi difendere quando non si è colpevoli di nulla, soprattutto perché i ruoli dei buoni e dei cattivi vengono attribuiti in base a luoghi comuni che noi rifiutiamo di avallare. Si tratta di affronti che nell’anno 2011 ancora si fondano su paradigmi destra-sinistra superati, e che nulla hanno a vedere con l’unica cosa che ci interessa e per la quale il festival è nato: i diritti umani universali".

"Tristemente ci rendiamo conto - conclude - che le iniziative da noi proposte, non solo con il festival, ma anche durante l’anno, incontrano, anzi si scontrano, con barriere mentali disarmanti e l’ignoranza che vanno al di là delle nostre forze. Ci chiediamo quale dialogo si possa costruire se nel nostro operato si vede solo il marcio".
6 agosto 2011

Correlati:

BANCA ADIGE PO 730X90