CULTURA ROVIGO Luigi Costato abbandona il ruolo di presidente dell'accademia dei Concordi. Il Comune non paga la propria parte

Basta elemosina

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Luigi Costato sembra essere determinato a lasciare a fine anno la presidenza dell’Accademia dei Concordi. La mancanza di impegno economico da parte del Comune di Rovigo è la causa dalla decisione del professore. I 40mila euro stanziati da palazzo Nodari sono solo una goccia delle spese annuali, stimate dai 600 agli 800mila euro, di cui il Comune dovrebbe pagare almeno la metà


Rovigo - “Sono stanco di battagliare, per questo a fine anno non rinnoverò il mio impegno con l’accademia dei Concordi”, lo afferma il presidente Luigi Costato, il giorno dopo la variante al bilancio sostenuta dalla giunta comunale per destinare 40mila euro proprio all’Accademia. “Vorrei che l’amministrazione si assumesse il proprio ruolo di socio comproprietario dell’ente e contribuisse per la propria parte. Però, non ho più intenzione di combattere e non è da me chiedere l'elemosina”. 

Luigi Costato vorrebbe che venisse tenuta fede la convenzione sottoscritta nel 1853 dall’allora Abate Gnocchi, dirigente dell’Accademia con il sindaco di Rovigo. Con il passare degli anni, meglio dei secoli, il Comune si trova a disporre di un patrimonio di circa 30milioni di euro in quadri e sculture e di circa 10 milioni di euro in libri. L’accordo dell’ottocento è stato poi modificato una trentina di anni orsono dall'allora presidente Romanato e dal sindaco Zorzato. Il Comune deve pagare il 100% del costo del direttore ed il 50% delle spese di gestione, quindi almeno 300mila euro. “Da quando mi sono insediato nel 2004 come presidente il Comune ha fatto sempre ciò che ha voluto - spiega Costato - Il Comune deve accettare a scatola chiusa il bilancio approvato dell'Accademia, anche perché l'amministrazione comunale è rappresentata nel cda che lo approva. Sta di fatto che sia l'amministrazione Avezzù, che quella Merchiori e quella appena insediata non hanno risposto all'impegno per intero”.

“Il costo per la gestione dell’Accademia oscilla di anno in anno - spiega Costato - ci sono anni che si aggira sui 600mila euro altri anni che supera gli 800mila”. Queste somme servono per acquistare libri, organizzare mostre, gestire la biblioteca comunale, pagare il personale e molte altre iniziative minori. “Abbiamo tolto la spesa del direttore - aggiunge il professore - dopo il suo licenziamento ho deciso, assieme a Raimondi di farlo pro-bono, per non pesare ulteriormente le casse”.
Ma c’è la possibilità di far ritornare sui propri passi il professor Costato. “Se mi garantiscono la tranquillità di operato e soprattutto il budget per svolgere le attività posso proseguire altrimenti mi farò da parte”.
10 agosto 2011

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