POLITICA NAZIONALE Con il decreto legge di Berlusconi e Tremonti la provincia di Rovigo non esisterà più

Cancellato palazzo Celio, quale futuro per il Polesine?

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi
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Misure drastiche del consiglio dei ministri che per arginare la crisi economia decide di tagliare 36 provincie italiane, tra di esse anche il Polesine. I politici locali si dividono: Guglielmo Brusco e Graziano Azzalin battono i pugni e chiedono giustizia, Luca Bellotti e Mauro Mainardi in linea con il governo


Rovigo - Le manovre più delicate e soprattutto quelle che fanno ulteriormente tirare la cinghia agli italiani avvengono sempre a cavallo di ferragosto. E' un luogo comune, ma anche quest’anno, con 36milioni di italiani in ferie, la nuova manovra del governo è stato approvata nella serata del 12 agosto dal consiglio dei ministri. Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell’economia Giulio Tremonti hanno illustrato il decreto legge che implementa la manovra finanziaria che, di fatto, è letteralmente da lacrime e sangue per le fasce più deboli e non solo.

Saranno soppresse tutte le province italiane con una popolazione inferiore ai 300mila abitanti. E’ un passo del decreto legge che dovrebbe salvare il paese dalla crisi economia mondiale. Così facendo dalla cartina regionale del Veneto saranno cancellate per sempre le Province di Belluno e quella di Rovigo, il Polesine.
La riforma ministeriale ha scosso tutto il mondo politico nazionale e locale, c’è chi lancia gridi di allarme ed invece c’è chi dice che il governo poteva procedere con l'eliminazione completa di tutte le province italiane, sta di fatto che in totale sono 36 le provincie che saranno cancellate.

E’ una beffa alla democrazia - afferma il vice presidente della provincia di Rovigo Guglielmo Brusco - Il governo in tutte le maniere sta cercando di stringere tutti i campi di democrazia, con questa manovra non solo cancella delle istituzioni territoriali ma lede i diritti dei cittadini come è successo lo scorso secolo con le leggi neo fasciste. La manovra non prevede solo il taglio delle Province ma anche accorpa in un’unica data feste importati per il paese come il primo maggio ed il 25 aprile. Siamo di fronte ad un attacco dei diritti dei cittadini”.

Di parere completamente opposto è il sottosegretario l’onorevole Luca Bellotti. “Le province si potevano eliminare tempo fa, la scelta del governo doveva essere radicale”. Per Bellotti tutte le Province dovevano essere eliminate, “ed aggiungo eliminate anche delle Regioni come il Molise o l’Abruzzo, che posseggono una struttura amministrativa troppo grande rispetto alla popolazione”. Per Bellotti il governo doveva apportare maggiori tagli, perlomeno senza fare discriminazioni. A questo punto ci si chiede come le ex Province, come sarà Rovigo, potranno rapportarsi con la Regione. Saranno i singoli Comuni a confrontarsi con la Regione? Ci sarà il rischio di un ulteriore declassamento? “Ai Comuni saranno trasferiti i poteri della Province e potranno quindi rapportarsi direttamente come la Regione o i ministeri”, cita testualmente il decreto.

Favorevole ai tagli, ma con metodi opposti è il consigliere regionale Grazziano Azzalin del Pd. “Sarei partito con l'eliminare le Province delle città metropolitane come Milano, Genova, Roma, Firenze, Napoli, Palermo e molte altre. Province come quella rodigina sono un punto di riferimento per la popolazione sparsa su una così ampio territorio. Il governo così facendo separa ancor di più i comuni dalle istituzioni regionali. Il taglio orizzontale che il governo ha fatto non risolve le problematiche ma le accentuerà maggiormente”.

Più cauto è l’altro consigliere regionale del Pdl, Mauro Manardi. “Il Polesine non sarà dimenticato dalla Regione, avremo rapporti diretti con i singoli comuni e quelli più piccoli si andranno ad accorpare con quelli limitrofi. Personalmente sono però dell’idea di togliere tutte le Province e tutti gli enti di secondo grado, se facessimo un referendum tutti lo voterebbero”. 
13 agosto 2011

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