Gastone Fantato, l'ex sindaco di Badia Polesine (Ro), scrive ai suoi badiesi annunciando che da settembre ritornerà in campo per ricostruire la squadra che possa "curare le ferite subite dalla città"
Badia Polesine (Ro) - “Cari badiesi, spero di non disturbare la quiete familiare entrando nelle vostre case con questa missiva”. E’ così che inizia la
lettera firmata dall’ex sindaco Gastone Fantato comparsa venerdì 25 agosto tra le mani di molti badiesi. Due pagine, scritte fitte, in cui l’ex primo cittadino spiega di essere stato tradito e che questo è dovuto non solo ad iniziative proprie, ma anche a
ordini impartiti dall’esterno,
dalle segreterie dei partiti che, a suo dire, non avevano a cuore il bene di Badia.
“A Rovigo Lega e Pdl avevano raggiunto un accordo politico che prevedeva anche la ‘normalizzazione’ di Badia e per questo sono stato ricattato con la richiesta di
un assessore in più alla Lega Nord per provocare la rottura della maggioranza o, se accettata, per ridurre Badia ad una succursale della Lega provinciale” dice Fantato.
“E’ stato montato un caso – continua poi l’ex sindaco – con motivazioni false e demenziali, come quella che ero
succube del ‘comunista Stroppa’, ma mi sono state rivolte anche accuse infami, che ora i traditori sussurrano per giustificata paura”, senza però entrare nei dettagli di quali sono le accuse che gli vengono mosse.
Poi
Fantato ipotizza, uno ad uno, le motivazioni dei cinque che hanno lasciato la maggioranza partendo da
Marco Faggion, colpevole, a suo dire, di avere voluto “tutto e subito” e di essere stato “strumento di un’operazione di macelleria politica”.
Riccardo Mantovani, invece, avrebbe mal digerito la nomina ad assessore dell’allora leghista Manuela Capuzzo, mentre
Germano Goia e Pierleopoldo Visentin avrebbero abbandonato la barca per le mancate nomine a, rispettivamente, assessore al Bilancio al posto di Remo Previatello e presidente della casa di riposo, incarico che Gastone Fantato avrebbe voluto attribuire all’altro ex leghista Alessio Morini. Infine ce n’è anche per l’
ex assessore alla Cultura Cristian Sartori, accusato di essere stato a colloquio con l’allora sindaco anche tre giorni prima della firma dal notaio e di non avere manifestato alcun malumore nei suoi confronti. E in particolare, su Faggion e Mantovani afferma: “Se è questa la gioventù su cui puntare per il futuro, cadrebbe ogni speranza, ma, fortunatamente, queste sono rare eccezioni negative!”.
Ma è al termine della lettera che Fantato sferra l’attacco, confermando che
a settembre tornerà a lavoro per costruire una squadra che “curi le ferite subite da questa città”, ma senza specificare se sarà o meno il prossimo candidato sindaco. “Se dovremo essere bocciati – dice Fantato – lo saremo dai badiesi e non da un gruppo che agisce in nome e per conto di mandati noti e meno noti. Ci saremo da badiesi, senza alcun riferimento a partiti, a sembianze di partiti o ad altro di similare”.
Ilaria Pierannunzio