Nuove difficoltà per la gestione del bilancio comunale di Adria. Lo Stato trasferirà al Comune un milione di euro in meno dell'anno scorso. Già era difficile far quadrare i conti con un taglio da 760mila euro, ancor di più con ulteriori 210mila. Federico Simoni, assessore competente, non si scompone e annuncia la ricetta: "rigore nella spesa". La crisi però porta ad aumentare la richiesta di servizi
Adria (Ro) –
Un milione di euro in meno per il Comune di Adria, a tanto ammontano i tagli dei trasferimenti statali sommando ai 760mila in meno, annunciati da tempo, la nuova decurtazione da 210mila secondo la manovra finanziaria di Ferragosto. Maniche rimboccate e calcolatrice alla mano l'amministrazione comunale ricorre ai ripari per far quadrare il bilancio preventivo. La soluzione? Occorre migliorare la gestione e la produttività, ma soprattutto diminuire i costi.
Il Comune di Adria dovrà, quindi, rivedere i conti e l'a
ssessore al bilancio, Federico Simoni, non risparmia la critica. “C'è stata poca attenzione da parte di alcuni responsabili dei settori – spiega – nella stesura delle entrate previste”; nel bilancio stilato sotto commissariamento.
“In una prima lettera mandata il 4 agosto ai dirigenti – spiega Simoni - avevamo chiesto di rimanere, con le spese, entro il
bilancio preventivo, per riuscire a fare quadrare i costi. Oggi ci ritroviamo con una nuova difficoltà, visto il taglio avuto ai trasferimenti, come comunicato qualche giorno fa dal sito del ministero dell'Interno”.
Tre le disposizioni date da Simoni ai dirigenti, per cercare di mantenere un equilibrio di bilancio, in primo luogo viene richiesta la
sospensione di qualsiasi impegno di spesa, se non derivante da contratti o dovuto per legge. Poi viene richiesto di attivare tutte le procedure consentite per
massimizzare le entrate oltre a comunicare eventuali difficoltà nel farlo, e, soprattutto, fare massima attenzione a qualsiasi attività che possa recare grave danno agli equilibri di bilancio e al rispetto del patto di stabilità; questo sino a quanto non sarà effettuato il
riequilibrio di bilancio, previsto entro fine settembre.
“La crisi, inoltre, ha portato ad una riduzione ai capitoli di entrata – continua Simoni – con un aumento, dall'altra parte, delle richieste nel sociale. La gente attualmente fa anche fatica a pagare le multe e molti problemi arrivano anche dalle cifre per l'ammortamento dei mutui pregressi. In passato si sono realizzati lavori, utilizzando la strada del mutuo, piuttosto che quello dei progetti”.
Con l'elevata spesa per quanto riguarda il capitolo del personale, diventa
obbligatorio diminuire i costi di gestione, mentre il
personale dovrà aumentare la produttività.
“Dovremmo ottimizzare e dare il massimo risultato – conclude Simoni – ed entro breve preparerò una lettera dettagliata, dove saranno date
istruzione su dove risparmiare nei costi, senza andare a tagliare i servizi alla cittadinanza. Agiremo dove potremo, certi che si può sempre migliorare, con una politica di
massimo rigore, per quanto riguarda la spesa pubblica”.
Nicola Cappello