NUOTO ROVIGO Algu contro i millantatori di traversate da record in acque libere: "Troppe menzogne nello sport"

L'intervista impossibile

Algu al rientro a terra dopo l'impresa conpiuta nello stretto di Messina
Il cimento d'inverno nella spiaggia di Barricata
Il cimento d'inverno nella spiaggia di Barricata
Test di resistenza a temperature fredde
Anche se l'acqua è a 18 gradi l'entusiasmo di Algu non si esaurisce mai
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Algu detiene il record di traversata dello stretto di Messina stile dorso (leggi articolo). Oltre a questo successo, può vantare una serie di imprese ragguardevoli come la traversata dello stretto di Gibilterra nel 2006. La sua caratteristica è che nuota munito solo di occhialini e costume a slip, perché contrario ad ogni "aiutino" che possa alterare l'autenticità dell'impresa. Algu è critico nei confronti di chi, al contrario, si avvale dei più diversi espedienti, dai costumi Jaked alle mute in neoprene fino al doping, per arrivare al traguardo. Ecco perché li definisce "millantatori"


Rovigo - Algu, ovvero uno dei nuotatori italiani di acque libere più esperti, non ha dubbi sulle affermazioni un po' controcorrente del nostro collaboratore alla rubrica Post-it filosofici Flores Tovo. Ma cosa ha a che fare un nuotatore con un filosofo?
"Sottoscrivo completamente quanto scritto da Flores Tovo nell'articolo pubblicato da Rovigooggi.it il 19 agosto di casi di millantato credito davvero ne ho visti tanti, ma spesso si oltrepassa alla menzogna vera e propria".
Puoi fare un esempio?
"Guarda, l'apetto più clamoroso l'ho notato non tanto in piscina quanto nel campo del nuoto in acque libere. Io ho sempre nuotato e sempre nuoterò munito solamente di slip e occhialini".
Mai usato il costume gommato?
"Ma no! Tanto per capirci, io non ho mai utilizzato i costumi Jaked, e nemmeno i cosidetti costumoni, aboliti dall'anno scorso, figuriamoci le mute in neoprene. Che fosse lago o mare, che ci fossero o meno le meduse, che l'acqua fosse fredda e ci fossero onde, ho sempre indossato slip e occhialini. Stop".
Beh le regole internazionali del nuoto sono abbastanza chiare in merito.
"Sì, ma in mare o lago, un sacco di gente invece ormai utilizza i costumoni o la muta. Bisogna dire con chiarezza, perchè qualche simpaticone ci prova a minimizzare i vantaggi, che la muta in neoprene, anche quella da 1 mm di spessore, azzera la perdita del calore corporea, impedisce di affondare, protegge dalle meduse o dall'inquinamento. Insomma non è più nuoto. Eppure in tanti fanno finta di niente, come se averla o non averla non cambiasse la sostanza di un'impresa".
Spiegati meglio.
"Nel 2006 ho attraversato a nuoto lo stretto di Gibilterra. Era il 6 luglio, acqua a 17 °C, mare periglioso, cielo plumbeo. Mi sono tuffato con uno slip e gli occhialini, ho nuotato per 4 ore e 3 minuti, bevendo del tè e dell'acqua e mangiando un paninetto al cioccolato. Una volta arrivato in Marocco sono salito in barca e ho indossato un accappatoio bevendo un succo di frutta. Fine. Da quel giorno ben 21 nuotatori italiani, molti dei quali da me consigliati, hanno attraversato Gibilterra ma uno solo come me, tutti gli altri indossando la muta, per non parlare di altri aiutini. Eppure, leggendo gli articoli delle riviste di settore o dei quotidiani locali o guardando le foto dei protagonisti non si dice nulla del fatto che questi nuotatori avessero la muta, lo si capisce verificando presso gli organizzatori della traversata e dai discorsi che capita di fare tra nuotatori. Questo è millantato credito".
Beh dai c'è di peggio...
"Infatti, c'è la menzogna! Ci sono personaggi che affermano di aver compiuto traversate in realtà mai concluse  e, addirittura, nemmeno mai cominciate. Abbiamo un caso abbastanza noto anche nella nostra città".
Come come?
"Si dice il peccato non il peccatore, comunque il peccatore spesso i propri peccati ha voglia di smascherarli da sé, per nutrire la propria vanità. O per vendersi meglio. Persino nuotatori importanti e blasonati, con una carriera di tutto rispetto, hanno approfittato della credulonerìa di giornalisti inesperti, che non si prendono la briga di verificare certe dichiarazioni quanto meno dubbiose, per incrementare il proprio curriculum in modo virtuale. Conosco personalmente un caso a Messina, dove tutta la stampa locale è stata clamorosamente ingannata da un nuotatore famoso su un finto evento che sarebbe stato piuttosto facile smascherare con un paio di domande ad hoc".
Del tipo?
"Basta chiedere l'ora di partenza o chi c'era ad accompagnare, documenti filmati e fotografici. Per esempio,le foto che ho inviato alla vostra redazione dopo la mia traversata del 9 luglio scorso avrei potuto benissimo averle fatte quattro anni prima, quando avevo attraversato nei quattro stili lo stretto e quindi avrei potuto selezionare quelle ad hoc. Voi non potevate verificare il documento".
Ma allora hai fregato pure te!
"No, io avevo un gruppo di persone qualificato ad accertare la veridicità di quanto da me realizzato. Oltre alla sorveglianza della Guardia costiera. Le foto le ho prodotte per ricordo non per prova".
E poi c'è il doping, naturalmente!
"Che è la menzogna più nota e con un risvolto penale, dato che va a minare la salute oltre che a fregare il prossimo. In questo campo, e in quello degli integratori alimentari, cioè quello del cosidetto “aiutino” in Italia possiamo insegnare a tutto il mondo. Ho visto gente, e non solo nel mondo del nuoto, assumere tanti e tali di questi intrugli anche solamente cinque minuti prima di una gara che potrei fare un album fotografico di mille pagine. E nel 95% dei casi, quandanche i prodotti non fossero niente di più se non una miscela di zuccheri e sali minerali, le modalità di assunzione erano completamente errate e quindi chi li ha assunti alla fine avrà accusato i soliti crampi allo stomaco, la nausea, il senso di pesantezza alle braccia, ecc, ecc. Insomma un'autofregatura. Però l'idea di avere quel qualcosina in più dell'avversario è sempre lì, pronta ad insinuarsi nell'italiano medio. Purtroppo non posso che confermare la tesi di Flores Tovo".

Alberto Guerrini
27 agosto 2011

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