Atto di forza del Comune notificata al Rovigo Calcio l'atto di sgombero dallo stadio Gabrielli. Triste ma inevitabile epilogo di una vicenda che attende una estrema soluzione bonaria che il presidente Francesco Scerra non intende concedere
Rovigo -
Ultime 48 ore per liberare lo stadio Gabrielli. Questi i tempi imposti dall'ordinanza di sgombero dell'impianto, notificata mercoledì 31 agosto a Francesco Scerra, presidente dell'inattivo Rovigo Calcio srl, e ai suoi legali.
Si potrebbe chiudere nel peggiore dei modi la triste vicenda della società biancazzurra, con un capitolo che non fa bene al calcio giocato e tanto meno a chi lo ama.
Francesco Scerra ha 48 ore di tempo per liberare i locali dello stadio occupati
senza titolo e riconsegnare le chiavi al proprietario, ovvero il Comune di Rovigo. E se così non fosse l'ordinanza parla chiaro: "in mancanza di spontaneo rilascio
si procederà ad eseguire coattivamente il provvedimento con addebito di ogni spesa che si renderà a tal fine necessaria".
E' il caso di arrivare a tanto per mettere fine ad una vicenda che ha assunto risvolti grotteschi? Il legale del Comune Ferruccio Lembo spera ancora di arrivare ad una
soluzione bonaria, amichevole della faccenda. Sembrava dovesse esserci un altro incontro giovedì 1° settembre con i legali di Scerra, invece non c'è stato, perciò il provvedimento va avanti secondo i tempi riportati nell'ordinanza stessa.
Il Comune deve tornare in possesso del proprio stadio perciò
allo scadere delle 48 ore disporrà la rimozione delle serrature e la loro sostituzione. La merce del Rovigo Calcio srl che occupa gli uffici, la sala riunioni, il ripostiglio, l'infermeria, i locali deposito, il magazzino e i locali situati sotto la vecchia tribuna potrebbe essere confinata in un solo locale in attesa che qualcuno la recuperi.
Del resto, il provvedimento chiarisce che
il contratto che cede il Gabrielli al Rovigo Calcio srl è scaduto il 31 dicembre 2002. Da allora, l'amministrazione comunale ha concesso lo stadio in via temporanea e quest'anno non ha ritenuto opportuno autorizzarne l'utilizzo.
Elisa Barion