CALCIO CASO ROVIGO Lettera aperta dei sostenitori biancazzurri, i Fedelissimi e il club Vecchia guardia invitano il presidente Scerra a togliere il disturbo

I tifosi sono indignati

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Il dado è tratto, anche gli storici club dei sostenitori del Rovigo esprimono il proprio disappunto sulla questione che ha tenuto banco in queste settimane estive. L'invito è chiaro, civile ma deciso e non lascia spazio ad interpretazioni, il nostro giornale pubblica integralmente



Rovigo - Tante cose sono successe in questi anni, anni intensi, difficili, indimenticabili e per certi versi anche tragici e dolorosissimi. Con la promozione in serie C pensavamo tutti di essere finalmente anche noi tra le città importanti del calcio, e al Gabrielli era una festa la domenica quando i biancazzurri scendevano in campo. La città era tutta li a tifare ad ammirare il nostro Rovigo. Stavamo per salire in C1, purtroppo però le cose non sono andate bene, ma la soddisfazione di essere stati presenti ovunque a tifare la nostra maglia e i rispetto degli avversari ci ha sempre inorgoglito. Poi il fallimento della società, i continui tagli a luce e gas, lo sciopero dei giocatori, le finte cessioni societarie e la vergogna di vedere il nostro mitico stadio essere miseramente lasciato andare al suo destino (leggi articolo), bersaglio di una battaglia di cui lei è il grande responsabile ci ha veramente motificati (leggi articolo). Questo in altre città non sarebbe accaduto!
La cosa che più ci stupisce è la sua tenacia a voler per forza tenere in mano uno scettro che non le appartiene più, voler a tutti i costi restare in uno stadio e in una città che se ben ricorda 2 anni fa aveva rinnegato portando la squadra ad allenarsi ad Occhiobello. Fingere sulla stampa un affetto peri i tifosi che proprio in quel periodo aveva invitato ad usare il Gabrielli per fare pic-nic.

Il brutto finale di questa ridicola vicenda ha cancellato tutto quello che di buono era stato fatto negli ultimi anni, facendo di fatto sprofondare nel ridicolo le nostre maglie, i nostri colori e più di 90 anni di storia.

Aspettando cosa? Ci chiediamo: una grazia da Roma? Una riammissione impossibile? E anche se fosse con che programmi? Con che futuro? Con che dignità?

Ecco presidente, è una questione di dignità, la grande dignità di una tifoseria corretta, senz'altro lontana da esempi violenti di altre città, che fino ad ora non ha mai fatto sentire la propria voce in questa vicenda sperando in una conclusione migliore, la dignità di tanti atleti che in attesa di un segnale da Roma sono costretti a restare ai box senza poter giocare nelle loro squadre, la dignità con la quale lei presidente deve consegnare le chiavi al Comune per permettere a persone che vogliono fare calcio di poterlo fare senza ansie e problemi, ridandoci il sorriso e la voglia di andare allo stadio Gabrielli a sventolare una bandiera senza pensieri.

Pensi con serenità a queste parole presidente e se permette… tolga il disturbo senza far altro rumore, grazie.


Il club Vecchia guardia

I Fedelissimi



3 settembre 2011

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