RIEVOCAZIONE STORICA VILLADOSE (ROVIGO) Iniziata il sedicesimo mercato della centuriazione romana

Il fuoco sacro da il via ai festeggiamenti

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Inizia come consuetudine il sedicesimo mercato della centuriazione romana con l'accensione del fuoco sacro. Per i cittadini di Villadose la rievocazione storica è un momento molto atteso per festeggiare le radici del comune


Villadose - Si accende il fuoco sacro a Villadose per il “XVI mercato della centuriazione romana” e tra legionari, gladiatori e combattenti, per due giorni, rinasce, dalle stratificazioni del tempo, la vita, attraverso gli antichi Campi Raudii. I Campi Raudii costituiscono quella porzione dell’attuale Polesine che definisce una interessante e importante zona centuriata di epoca romana, che trova il suo centro nei pressi dell’attuale Villadose. Il reticolo si può ancora facilmente intercettare, attraverso le foto aeree.
Per due giorni Villadose ritorna dunque all’origine grazie all’evento ormai tradizionale, che da anni coinvolge tutte le realtà legate all’arte, alla storia e al commercio del Polesine. E’ meraviglioso attraversare i colori del mercato, riassaporare gli odori e i sapori tanto cari ai romani, mentre si attende l’apertura ufficiale di questo evento che si preannuncia davvero stimolante. Si va dall’esposizione di animali da fattoria, a cura delle aziende agricole, alla vendita di prodotti locali e artigianali, attraverso la promozione e lavorazione dal vivo dei prodotti della terra. Ci sono inoltre dimostrazioni pratiche e laboratori didattici gratuiti per bambini e ragazzi. Laboratori e dimostrazioni si svolgono nella parte filologica del mercato, in Piazza della Centuriazione. Tutti attenti al processo di lavorazione dell’argilla e a quello per la realizzazione di mosaici, a cura del Gruppo Archeologico di Campolongo Maggiore. Poi la parola passa alla tecnica dell’affresco, a cura dell’artista croato Hari Vidovic, infine un dolcissimo contatto con gli animali per la lavorazione del latte grazie alla fattoria didattica La Voltona di Villadose.
Ed ecco finalmente, sei eleganti vestali, arrivate da chissà quale tempo e spazio, inaugurano la breve ma suggestiva rinascita, accendendo il fuoco sacro attraverso il tradizionale rito. Il fuoco sacro rappresentava, per l’antica Roma la sicurezza, il calore nelle case, la cottura del cibo, il benessere. E’ il fuoco, la fiamma che arde nel cuore degli esseri umani, la loro passione, è il generare altra vita. Il fuoco, presso i romani, era la divinità, era Vulcano, il Sole, il Genio, Giunone, il fuoco era Giove, Minerva, Bellona, era il seme della vita, ma era anche Vesta. Ecco dunque le Vestali sacerdotesse intoccabili, simbolo del sacrificio per la responsabilità della vita, e guardiane del fuoco.
All’accensione segue un divertente brindisi beneaugurante.
E si va. Una guida conduce i curiosi visitatori attraverso il tempo e le tradizioni. Si parte dal museo di Villadose, si attraversa il mercato e le tabernae, nelle quali romani e barbari, ritrovavano spesso un po’ di pace e non solo, uno sguardo al sepolcreto ricostruito dinnanzi al comune per conoscere, almeno in parte, i riti funerari che hanno da sempre un ruolo sostanziale per la ricerca archeologica, fino al Campo Marzio. Qui bambini e adulti si perdono, completamente rapiti dai meravigliosi costumi indossati da legionari e gladiatori. Grazie, infatti, al gruppo Legio I Italica di Villadose, il curioso visitatore, scopre nomi, tocca con mano le armi, riconosce la fatica e il brivido di questi soldati in battaglia, che per lo sconfinato impero hanno combattuto.
Va da se che la ricerca archeologica, bistrattata e spesso dimenticata, si riappropri  in questa occasione, dei suoi meriti e del suo valore. Quella stessa ricerca che nonostante tutto non si ferma mai, trova qui il giusto spazio, grazie al “XIII convegno di archeologia sperimentale”, strumento di eccezionale ricerca, poco considerato in Veneto. Un grande appuntamento, a cura di Enrico Maragno e il gruppo archeologico di Villadose, per conoscere e far conoscere lo stato attuale dei lavori.

Camilla Ferrari
 


3 settembre 2011

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