CULTURA CANDA (ROVIGO) Il successo del secondo Festival della letteratura recitata fa già pensare al terzo, ne parla l'ideatrice Micol Andreasi

Le buone idee crescono

Festival della Letteratura recitata
Festival della Letteratura recitata
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Alcuni protagonisti del Festival della Letteratura recitata
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I bilanci del secondo festival della letteratura recitata li trae l'ideatrice dell'iniziativa Micol Andreasi. Partecipazione, coinvolgimento e affiatamento. Non solo dunque Veltroni, Veneziani e Bruno Guerri. Nel piccolo comune di Canda (Rovigo) si pensa già alla terza edizione


Canda (Ro) - Il piccolo comune di Canda ha dato vita ad un festival della letteratura recitata tutt’altro che modesto, si potrebbe definire una piccola perla del Polesine, nel quale si nota un pensiero solido, una precisa idea di cultura.
Si è concluso il 4 settembre in bellezza il festival della letteratura recitata a Villa Nani Mocenigo di Canda, nonostante il maltempo infatti, anche per l'ultima giornata il pubblico è stato presente in buon numero, e Micol Andreasi, ideatrice della manifestazione e assessore alla cultura del comune, si è detta molto soddisfatta di tutte e tre le intense giornate.
“La cosa che mi ha dato maggior soddisfazione – ha dichiarato l’assessore – è stato senz’altro l’affiatamento del gruppo di lavoro che ha coinvolto non solo il Comune ma anche la Proloco e persone singole. Ci hanno creduto, hanno offerto pranzi e cene ad ospiti e pubblico, hanno fatto sì che, anche dal punto di vista tecnico, tutto filasse nel migliore dei modi, dunque ringrazio tutti di cuore”.

Si percepisce l’attribuzione a questo festival di un valore culturale profondo. Qual è la linea intellettuale lungo la quale si muove il festival?
“L’intenzione infatti è proprio questa - risponde Micol Andreasi – dare un tema chiaro, in questo caso “di padri in figli”, sul quale indagare in profondità attraverso la letteratura condivisa grazie ai reading. Questo ha permesso di individuare una intensità culturale forte, per la quale gli autori invitati diventano non la sostanza ma bensì un mezzo, un motivo di stimolo, riflessione e dibattito”.

In generale quali sono le basi sulle quali fonda il suo operato di assessore?

“Credo che aver chiaro quanto la qualità della proposta sia sostanziale per un approccio utile e coinvolgente del fruitore, stia alla base della scelta. Appoggiarsi inoltre a progetti chiari e ben definiti è altrettanto necessario. Io ho due priorità. Una si rivolge alla valorizzazione, non di ciò che c’è già, ma di ciò che ci sarebbe se. Nel senso che cerco di riscoprire autori, artisti, pittori del territorio che hanno dovuto allontanarsi per esercitare la loro professione, ma cerco anche di dare spazio ai giovani emergenti. In secondo luogo mi dedico alla cultura in senso più ampio, cerco di portare un po’ di Italia ed Europa nel comune di Canda, il quale diventa così un luogo e un momento di conoscenza rivolta non solo al comune ma a tutto il Polesine e il Veneto”.

Cosa bolle in pentola per il festival del prossimo anno?

“Mi piacerebbe parlare d’infanzia, non letteratura per l’infanzia, intendiamoci, ma del tema infanzia. Tutto quello che ci coinvolge e stravolge da bambini, determina l’adulto del domani, svelare le dinamiche dell’universo infantile per comprendere insieme il mondo dei grandi”.

Camilla Ferrari
5 settembre 2011

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