SCUOLA ROVIGO Studenti in aula lunedì 12 settembre. Classi sovraffollate e carenza di personale le problematiche del settore

Per chi suona la campanella

Primo giorno di scuola alle elementari
Studenti delle scuola superiori in classe
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Ripresa scolastica per più di 30mila studenti in Polesine, non senza novità. Le classi sono sempre più affollate, il limite è stato portato a 28 per le primarie e a 32 per le secondarie, il personale di sorveglianza ausiliario ridotto ai minimi, e i problemi organizzativi, tra i tagli al numero degli insegnanti, la stabilizzazione dei precari e la riduzione del tempo scuola, sono alle stelle


Rovigo - Il nuovo anno scolastico si apre all'insegna dei soliti problemi, con una novità, purtroppo negativa: di anno in anno i disagi si presentano sempre più acuti. Aumenta, infatti, il numero di alunni per classe a cui si aggiungono ancora problemi legati al personale.

Lunedì 12 settembre sono tornati tra i banchi oltre 30 mila studenti polesani: 26.941 della scuola pubblica, 3.371 delle paritarie, con un aumento delle presenze dello 0,6% pari a 173 studenti in più rispetto all'anno scolastico precedente.
Anche il numero delle classi è aumentato: le classi delle scuole elementari sono 528, 292 alle medie, 453 alle superiori: sei in più rispetto al 2010 (+0,4%).
La campanella è suonata per 8.901 alunni della scuola primaria, 5.953 studenti della secondaria di primo grado e 9.624 degli istituti superiori. Oltre a loro, l'anno scolastico inizia anche per 2.463 piccoli alunni delle scuole dell'infanzia statali.

La problematica più grave, come detto, riguarda l'affollamento delle aule. Il numero limite di alunni per classe, infatti, è aumentato: nelle scuole primarie si possono avere fino a 28 bambini, nelle secondarie si arriva a 32 studenti.
"Con questi numeri - sottolinea Teresa Bradiani segretaria della Cgil scuola - viene meno il rispetto delle norme minime di sicurezza". Il disagio, secondo le sue parole, si presenta soprattutto negli istituti professionali, che già l'anno scorso erano i più affollati.

Anche l'assessore provinciale all'Istruzione Leonardo Raito mette in luce i problemi del settore: "Dobbiamo constatare ancora una volta che i cali di organico comportano grosse difficoltà nell’organizzazione del servizio scolastico - sottolinea -. I docenti di sostegno non sono sufficienti a seguire anche i casi di certificazioni gravi, mancano operatori scolastici per una corretta sorveglianza dei plessi. I pochi docenti e la riduzione del tempo scuola non garantiscono la corretta fruibilità di laboratori che rappresentano investimenti importanti delle comunità locali e nel contempo non permettono ai comuni di organizzare agevolmente i servizi di trasporto scolastico". Raito sta lavorando ad un report sullo stato della scuola polesana che ne registri i problemi, per sensibilizzare sul tema.

Problemi anche per quanto riguarda il personale ausiliario. "Nonostante in Italia siano stati stabilizzati lavoratori - prosegue - l'entità dei tagli operati negli anni precedenti si fa sentire". Alcune scuole devono fare i conti con un solo collaboratore, che oltre a dover coprire gli orari di apertura dell'istituto, nelle scuole dell'infanzia si deve occupare di cambiare il pannolino ai bambini, a scapito del servizio di vigilanza delle classi, ad esempio.

Grave, poi, il problema della diminuzione degli insegnanti. Nella scuola primaria l'anno scolastico 2011/2012 ha registrato 14 esuberi, che sono stati spostati in ruoli di sostegno. Nella secondaria, gli esuberi di quest'anno si accumulano con quelli degli anni precedenti, a causa del taglio alle ore di tante discipline. "Dove mettiamo tutte queste persone?" chiede Bradiani, che definisce "un'operazione di facciata" le immissioni in ruolo di alcuni docenti. "E' una stabilizzazione che avviene in un contesto di tagli drastici - spiega -. I stabilizzati di quest'anno non avranno scatti di stipendio per i prossimi 9 anni, il loro costo è pari alle nomine di supplenza".

C'è poco da stare tranquilli, quindi: "In questo marasma a farne le spese sono sempre gli studenti - conclude - perché ne va sempre della qualità dell'offerta formativa".

Elisa Barion
12 settembre 2011

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