ARS ATTACK Etnofilm fest a Rovigo. I contenuti dei 17 film documentario in gara

Storie incredibili da vedere

Immagine tratta dal documentario "Il popolo delle due coste"
Suggestiva immagine del documentario "The sacred dancer"
The sacred dancer
Las flores de Sion
Foto di ripresa di "Nun me movo"
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Dal 15 al 18 ottobre Rovigo ospiterà nel ridotto del teatro Sociale la quarta edizione dell'Etnofilmfest, la mostra del cinema - documentario etnografico, ideato e diretto da Fabio Gemo e organizzato da Arianna Ferrazin. Ecco gli incredibili contenuti dei 17 film in gara, ce li racconta in anteprima Barbara Codogno, in questa occasione giurata della rassegna


Rovigo - Non posso svelarvi i vincitori del festival, lo farà il direttore artistico Fabio Gemo e soltanto il 18 settembre alle 21 durante l'articolata serata di chiusura, ma vi posso anticipare i contenuti dei documentari in gara per la rassegna dell'Etnofilm fest, perché ho avuto il privilegio di visionare i film selezionati (una ventina tra i 150 giunti a Rovigo da ogni parte del mondo) essendo tra i componenti della giuria. Giuria che si è schierata all'unanimità scegliendo un vincitore per ogni sezione del festival (Fetonte: rapporto uomo fiume; Amerindia: sull'America Latina ed Etnofilm) ed esprimendosi anche con ben due menzioni speciali.

Ma dicevamo del festival. La prima cosa da sottolineare è la grande qualità dei film in concorso. Film che nonostante affrontino specifici argomenti di carattere antropologico, etnologico e siano cinematograficamente costruiti come documentari riescono veramente sempre a catturare l'attenzione dello spettatore per la loro gradevole struttura e, inevitabilmente, per i loro alti contenuti culturali.
Contenuti che si differenziano molto tra loro. Per quanto riguarda i film italiani si passa da un documentario sulla Bologna sotterranea, un documentario che ricostruisce la storia dei canali d'acqua ora ricoperti a uno che indaga su quanto sia cambiato il paesaggio del nord est, da rurale a industriale, usando un viaggio in macchina per raccontare questi cambiamenti. Sempre su Bologna, Old Cinema Bologna Melodramma: un viaggio sui vecchi cinema di Bologna ma anche sul significato, ormai perduto, dell'andare al cinema. E ancora: un documentario sul popolo delle due coste che ci narra della pesca del tonno tra Sicilia e Turchia. Nun me movo racconta invece la difficile e claustrofobica quotidianità di due anziane inferme del napoletano, costrette a vivere sole. Per vie traverse è invece un documentario sul ghetto di Genova oggi vissuto e abitato dagli stranieri ed evitato dai genovesi. Si torna a Napoli con Midnight Bingo che attraverso il ritratto di una donna racconta di come si organizzi la Tumboliella, una piccola tombola gestita in casa, una tombola innocua ma clandestina che attira molta gente: tutti quelli col vizio del gioco. I rodigini non potranno mancare al documentario La lunga marcia del '54 che ricostruisce l'eccidio nazifascista di Villamarzana nel '54. Per quanto riguarda i film internazionali, moltissimi provengono dall'America Latina che si conferma in questo preciso momento storico il più grande produttore di film etnografici. Si potrà vedere la vita lungo un fiume in Brasile; donne messicane che vogliono appropriarsi dell'antica danza rituale riservata solo ai maschi; la strana storia di un torero (foto a lato)che in Spagna non ha fortuna e che invece in Perù è un idolo nazionale; la triste vita dei bambini di strada in Perù; la ricostruzione delle vicende argentine legate ai desaparecidos.

Tornando in Europa troviamo Artic Spleen e Eternal sunrise. Il primo, realizzato da un italiano, è un agghiacciante documentario sui numerosissimi casi di suicidi giovanili in Groenlandia mentre il secondo, spagnolo, documenta la vita degli aeroporti internazionali. India e Africa sono presenti con i documentari: The sacred dancer, realizzato da un regista italiano e Las Flores de Sion, realizzato da un cast spagnolo. Nel primo troviamo i rituali dell'Orissa e nel secondo lo strano sincretismo magico della Chiesa di Sion. Entrambi imperdibili.

Severa la giuria articolata e composta da Valentina Bonifacio dell'Università di Venezia, Luca di Lorenzo del Cuc (Centro universitario cinema) di Padova, Rossella Piccinno, documentarista e Donatella Schmidt dell'Università di Padova.
A latere del festival una serie di eventi collaterali, una mostra fotografica, una conferenza sul Tibet e molto altro, sempre ad ingresso libero. Per il programma completo vi consiglio di consultare il sito: www.etnodramma.it.

Barbara Codogno
12 settembre 2011

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