ECONOMIA ROVIGO Nel 2050 solo il 35% del proprio stipendio sarà riconosciuto al pensionato. Il futuro sarà garantito dalla previdenza complementare

La pensione sarà utopia

Giancarlo Saccardin, Leandro Polidori, Alessandro Palmiotta
Leandro Polidori, Alessandro Palmiotta
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Le nuove generazioni dovranno contare sulle proprie forze per poter godere della pensione. Ad oggi un lavoratore medio percepisce il 50% del suo stipendio, nel 2050 il 35%. Il Gruppo Montepaschi da Rovigo lancia l'allarme e mette in guardia tutti i giovani sul loro futuro. Diventa in pratica obbligatorio sottoscrivere forme individuali pensionistiche


Rovigo - Adesso viene il bello! Una seconda giovinezza e tanto tempo libero. La pensione non è un traguardo, ma la linea magica di un orizzonte dove poter rallentare per raccogliere i sogni di una vita... magari fosse veramente così, purtroppo secondo le proiezioni future, chi andrà in pensione nei prossimi decenni dovrà fare i conti con una pensione minima e sicuramente insufficiente.
Dati allarmanti che di sicuro toccano le giovani generazioni che, anche se non ancora inserite nel mondo del lavoro, possono godere di molteplici soluzioni per potersi garantire la pensione. Chi ha maturato gli anni di contribuzione e quindi può godere della pensione potrà godere in media di circa il 50% dello stipendio percepito, nel 2050, tra 39 anni, la media copertura sarà del 35%.
Purtroppo i dati sono supportati anche dalle considerazioni fatte a carattere europeo dove vedono che in Europa la popolazione in età da lavoro è destinata a ridursi di circa il 16% entro il 2050 e che la popolazione anziana aumenterà drasticamente nello stesso periodo, risulta evidente come alla previdenza pubblica sarà necessario affiancare una previdenza complementare che consenta il raggiungimento di un adeguato livello di copertura.
Quindi il detto che il nipote paga la pensione del nonno con la propria contribuzione è ormai utopia.

Attualmente, le forme pensionistiche si concretizzano tramite fondi chiusi (o negoziali), fondi aperti e forme pensionistiche individuali. Quest’ultime in particolare si dividono in forme individuali pensionistiche (Fpi) e piani individuali pensionistici (Pip). Poiché le risorse gestite dalla previdenza complementare in Italia si collocano oggi attorno al 5% del Pil, rispetto a valori del 70% per gli Stati Uniti e per il Regno Unito, è evidente l’importanza della strada da percorrere per accorciare il divario.

Leandro Polidori, responsabile area compliance e customer care di Banca Monte dei Paschi di Siena e  Alessandro Palmiotta, direttore territoriale mercato di Banca Antonveneta in un tavolo di lavoro presso la sede principale di Antoveneta a Rovigo hanno spiegato l’importanza di attivare fondi pensione aperti o piani individuali pensionistici per poter contare su dei fondi certi al termine delle carriere lavorativa.

Sul fronte della redditività, i fondi pensione hanno mostrato una buona tenuta con rendimenti in pronto recupero dopo il momento più acuto della crisi finanziaria. I piani pensionistici, insieme ai prodotti assicurativi vita, sono insomma destinati a svolgere nei prossimi anni un ruolo particolarmente importante, per le potenzialità che esistono nel mercato italiano nel settore dei prodotti di finalizzazione del risparmio.
13 settembre 2011

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