POLITICA ROVIGO Il partito Socialista propone che la riforma del trasporto pubblico locale sia materia dei comuni

Psi, i servizi vanno gestiti da chi li conosce

RovigoOggi Sezione ristoranti

Nuovi parametri per il trasporto pubblico, il partito Socialista di Rovigo invita i comuni a studiare per il futuro dei servizi. I tagli che le Regioni apporteranno graveranno esclusivamente sui cittadini


Rovigo - Il trasporto pubblico dovrebbe essere una responsabilità dei Comuni e non della Regione. A ricordarlo è il partito Socialista di Rovigo che ricorda ai comuni che dovrebbero spingere maggiormente per una vera riforma del trasporto pubblico.

“Garantire il diritto alla mobilità soprattutto alle fasce più bisognose della società. Non trascurabili i vantaggi in termini di minore inquinamento e di intasamento di strade e centri urbani. Questo il principio e la premessa. Ma dal dire al fare - si legge nella nota del partito socialista - Infatti, autobus vuoti, grossi passivi per i bilanci pubblici, bilanci fallimentari per le aziende pubbliche e servizi inefficienti. Le deleghe per il trasporto pubblico locale vengono assegnate a Comuni e Province dalle Regioni dopo aver concordato e pattuito l’entità dei finanziamenti”.

Pertanto il partito Socialista invita a ideare una vera riforma del trasporto pubblico affinché si possa pianificare al meglio il servizio ai cittadini non aumentando tariffe e riducendo i mezzi. “Quest’anno, pur in vigenza di contratto, la Regione ha unilateralmente deciso di decurtare il finanziamento di circa il 10%. I destinatari dei tagli, in questo caso, avrebbero addirittura “concordato” le pesanti decurtazioni. Una riforma del trasporto pubblico che assuma le istanze di mobilità delle fasce più bisognose della nostra società, che lo inquadri all’interno di ineludibili criteri di modernità, che definisca in modo certo e definitivo l’entità dei finanziamenti ed i criteri oggettivi di erogazione, che predisponga finalmente i bandi per le gare che da tempo sono rinviati da un anno all’altro. Se queste permangono le condizioni, ma se, soprattutto, la Regione continua  a decidere per conto degli enti locali la cosa più coerente e logica è quella di restituire le deleghe a chi ne è il gestore di fatto. Non ha certo più senso fare soltanto gli esecutori di ordini superiori”.
14 settembre 2011

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